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Mercatone Uno: il punto vendita di Navacchio chiude

Mercatone Uno: il punto vendita di Navacchio chiude

E’ tra quelle per le quali è prevista la sospensione dell’attività. Per i 39 lavoratori ricorso alla cassa integrazione

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CASCINA. Sono 28 i punti vendita Mercatone Uno nei quali verrà temporaneamente sospesa l'attività commerciale a partire dal 15 giugno. Tra questi c’è anche Navacchio. L'hanno comunicato a Mise e sindacati i commissari straordinari dell'azienda.La sospensione avverrà con il ricorso allo strumento della cassa integrazione, come definito nell'incontro dell'11 maggio al Ministero.

La scelta - hanno spiegato i commissari in una nota - è stata fatto valutando le potenzialità commerciali dei punti vendita con le relative ricadute industriali sull'indotto e tenendo conto degli investimenti necessari per il loro rilancio. Ottimismo per quanto riguarda la possibile riapertura nei prossimi mesi che "riguarderà un elevato numero di negozi in coerenza con il piano di rilancio del Gruppo". Intanto, sono cinquanta i punti vendita per i quali non è prevista la sospensione.

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I Commissari «sono fiduciosi di poter ripartire in tempi brevi, grazie al prezioso impegno di tutte le parti coinvolte ed utilizzando tutti gli strumenti straordinari che prevede la procedura, fra cui il ricorso alla Garanzia dello Stato che consentirà nuovamente l'accesso al mercato del credito». Il prossimo 30 giugno, intanto, scadrà il bando di gara per l'invito a manifestare interesse per la cessione dell'azienda «che al momento ha già visto ricevere diverse adesioni». A metà maggio era stato firmato al ministero del Lavoro a Roma il verbale di accordo che concedeva la cassa integrazione straordinaria alla M. Business Srl, società del Gruppo Mercatone Uno in amministrazione straordinaria. L'accordo, sottoscritto dai commissari nominati dal ministero dello Sviluppo Economico (Mise) insieme alle sigle sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, prevede la concessione dell'ammortizzatore sociale a 3.071 dipendenti, dislocati tra Imola (dove ha sede il gruppo) e i 79 punti vendita della catena di grande distribuzione sparsi su tutto il territorio nazionale. L'intesa permette da un lato di salvaguardare i livelli occupazionali e il reddito dei lavoratori e dall'altro di stilare un programma per far proseguire l'attività. Un sospiro di sollievo anche per i 36 lavoratori dello store di Navacchio, ai quali sono stati revocati i contratti di solidarietà - in scadenza alla fine di maggio - per attivare (con decorrenza retroattiva dal 7 aprile) la cassa integrazione straordinaria, il cui termine non è stato fissato.

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