Sicurezza
Buti sperimenta l’albergo-paese
Il Comune trova cento posti letto per turisti nelle case sfitte
BUTI. Cento posti letto, a cui si potrebbero aggiungere altri settanta appartamenti. Così Buti va verso un’offerta di ricezione turistica che potrebbe dare notevoli soddisfazioni a tutte le attività commerciali del territorio. Un progetto che comprende il concetto di “albergo diffuso” adattato al paese, agevolato dalla nascita di un portale specializzato nei servizi turistici per viaggiatori “di vicinato” e stranieri. Il sito internet si chiama Butintuscany.com e avrà il suo punto informazioni all’interno del Frantoio Rossoni. Ma l’operazione, che ha il sostegno del Comune, prevede essenzialmente la creazione di una sinergia fra le attività del borgo a ridosso dei Monti Pisani, oltre all’organizzazione di mostre ed eventi, visite guidate, escursioni e noleggio di auto. Sia in zona Buti che in tutta la Toscana. «È solo l’inizio – promette il sindaco, Alessio Lari – perché da qui vogliamo cominciare un’opera di promozione del nostro territorio, così da sfruttare le meraviglie che abbiamo a disposizione». E uno degli elementi legati alla promozione è sicuramente la ricezione. La società che sta dietro al portale, But.in, ha già inserito fra le proprie strutture dieci agriturismi e 30 case vacanza per un totale di circa cento posti letto. Si tratta di realtà già attive in altri siti internet, ma che hanno deciso di sfruttare anche questo canale. In più il consiglio comunale ha approvato un regolamento per la gestione del cosiddetto “albergo paese”, che si differenzia per dettagli burocratici sostanziali dal concetto di “albergo diffuso”. «In questa maniera – ha ripreso Lari – chi ha intenzione di mettere a disposizione di questo progetto il proprio appartamento, passando attraverso la verifica degli standard qualitativi necessari a far parte di questa rete, può farlo tranquillamente. E può scegliere di gestirlo in prima persona o affidarlo a terzi». In questo caso, i “terzi” sono Natalia Nesti e Alessio Falaschi, le due anime di But.in, il cui obiettivo è quello di «far partire il portale puntando alla prossima stagione». Il calcolo fatto dall’amministrazione comunale parla di circa 70 appartamenti che potrebbero rientrare in questa operazione a cui guardano anche ristoratori e commercianti in genere per aumentare il loro giro d’affari provenienti dal turismo, considerato che a Buti arrivano mediamente 6mila turisti nella stagione estiva ogni anno. «Il nostro intento è quello di rendere Buti attrattivo e con servizi adatti alle necessità del mercato del turismo attuale – sottolinea ancora il sindaco – considerando anche che ora i Comuni dei Monti Pisani, di cui facciamo parte, hanno un protocollo di intesa per promuovere in maniera coordinata il territorio. E noi vogliamo muoverci proprio in questa direzione».
Andreas Quirici
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