Sicurezza
“Tutti al centro” per favorire l’integrazione
Castelfranco: progetto dell’amministrazione comunale per eliminare le tensioni con gl’immigrati
CASTELFRANCO. Nel centro storico di Castelfranco si cerca di affrontare un tema difficile e molto sentito dai residenti, quello dell’integrazione tra cittadini italiani ed extracomunitari, che da tempo richiede un intervento efficace e mirato per eliminare le situazioni di tensione e dare vita a una convivenza pacifica.
Per andare in questa direzione, l’amministrazione comunale ha deciso di ideare il progetto “Tutti al centro”: un vero proprio tavolo di ascolto, per il quale la Regione Toscana ha stanziato una somma di 17mila euro, con lo scopo di raccogliere le voci di tutti i residenti del centro - sia stranieri che italiani - e cercare di garantire una soluzione ai problemi che soddisfi entrambe le parti.
«L’iniziativa si aggiunge al tavolo di consulta giovanile, già attivo sul territorio - dice l’assessore al centro storico e alla sicurezza, Giulio Nardinelli - e partirà a giorni. L’idea è quella di coinvolgere le persone che abitano il paese e farci dire quali esigenze hanno, in modo tale da eliminare lo scoglio di diffidenza e incomunicabilità che separa i locali dagli stranieri. Sono tutti scalini superabili. Non vogliamo una guerra fra bande! Conoscersi meglio significa approfondire il rapporto che si ha ed arginare il disagio sociale».
Le due comunità, che convivono da anni spalla a spalla nelle vie del centro, non sembrano farlo con semplicità: spesso i residenti italiani segnalano situazioni di “malcostume” e mancata osservazione delle norme di decoro urbano da parte dei cittadini stranieri, le cui abitudini risultano a molti “pittoresche” e difficilmente comprensibili. Anche i commercianti del centro lamentano “confusione, persone scalze che bighellonano e abbandono rifiuti nelle vie principali”. La mancata integrazione rischia, dunque, di sfociare in un brutto clima di intolleranza e insofferenza se non viene risolta al più presto possibile.
«Dobbiamo trovare un rimedio al problema della legalità e dare sicurezza a tutti - insiste Nardinelli - ma anche abituarci a convivere in maniera costruttiva. Abbiamo a che fare con persone per bene, che lavorano e si danno da fare, e questo riguarda entrambe le comunità. Organizzare il tavolo di ascolto è il nostro obiettivo finale ma il processo di integrazione è lungo e non ha certo una scadenza».
Elena Battaglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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