Il Tirreno

Pontedera

«Una generazione con me a Firenze»

di Francesca Suggi
«Una generazione con me a Firenze»

Alessandra Nardini è la giovane Pd che ha sbaragliato i pronostici della vigilia beffando i big pisani del partito

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CAPANNOLI. Pasionaria della politica, ma il profilo è basso. Non festeggia. Solo una colazione al bar, all’alba, a Ponsacco. Dopo uno scrutinio al cardiopalma al seggio numero 4 di Santo Pietro Belvedere, in mezzo agli amici più stretti, alla famiglia, al fidanzato.

«Praticamente sono due giorni che non dormo, da domani inizia una nuova grande avventura di cui sento già tutto l’onore e la responsabilità», va subito al sodo Alessandra Nardini. Intorno a lei il rumore per la sua vittoria è totale. È lei la vera sorpresa di questa tornata elettorale: a soli 27 anni la studentessa di medicina di Capannoli, la più giovane candidata del Pd alle regionali, sbaraglia i big del suo partito e conquista un posto in Regione, con ben 7.178 preferenze.

Non si sente affatto l’enfant prodige della politica, eppure secondo qualcuno lo è. Lei studia e lavora. È una ragazza della porta accanto, che vive la provincia, la gente, le piazze, i problemi di tutti i giorni e di chi si affanna per arrivare a fine mese, di chi studia per costruirsi un futuro. Una giovane come tante che muove i primi passi nei Giovani Democratici e nel circolo Pd di Capannoli. Nel 2009 arriva la prima occasione di “fare”, come consigliera comunale nel suo paese. «Quando mi hanno chiesto di presentarmi per questa nuova esperienza mi son presa un po’ di giorni sabbatici per pensare: ne ho parlato in famiglia, ho avuto il supporto di tutti e ho deciso di buttarmi. Solo mettendosi in gioco la nostra generazione potrà provare a cambiare e io lo faccio».

Orgoglio e paura: il babbo, attivo in politica, è al suo fianco durante la “sua” notte più lunga. Quella del voto. La mamma è a casa. «Le avevo detto di andare a letto, pensavamo che sarebbe andata bene, ma non così tanto», confessa. Aneddoto dopo emozione. Parole e propositi. La 27enne si scalda. «Avevo il telefono che mi friggeva, gli amici che mi aggiornavano sulla situazione in tutti i seggi: ad un certo punto era chiaro che stava succedendo qualcosa di meraviglioso, quindi mio padre ha svegliato mia madre al telefono nel pieno della notte per dirglielo».

Prova ancora quell’emozione e i suoi occhi scuri si accendono. «Dal momento che sono pessimista di natura e molto scaramantica non ho voluto fare alcun brindisi e li ho vietati a chi mi stava intorno: sono una persona che ama stare coi piedi per terra». Una sorta di porta fortuna ce l’ha Alessandra. Al suo braccio c’è da sempre una croce egizia. «Rappresenta la croce della vita, è sempre con me», spiega lei che da grande voleva fare l’archeologa, ma ad un certo punto ha “virato” su medicina, con l’idea di diventare pediatra.

In Regione, Nardini porterà le istanze dei giovani. Delle donne. Delle persone “normali”. Quella normalità da cui tanti big della politica, anche locale, troppo spesso si sono allontanati. «Credo di aver ricevuto così tanti consensi perché la mia candidatura è stata vista come la candidatura di tutta una generazione, la mia, che ha voglia davvero di cambiare, di rinnovare questo modo di fare politica. Non a caso il nostro slogan era “Nuovamente Pd” ed è arrivato alla gente il senso: come dire, ancora Enrico Rossi ma con una mente nuova. Ho consegnato migliaia di volantini, ho basato la mia campagna andando per le piazze e ascoltando le persone, accettando critiche e schiaffi in faccia perché ci sono anche quelli, aiutano a capire gli errori e a migliorarsi».

La voce della piazza, insomma, sostiene la nuova eletta al consiglio regionale. Violenza contro le donne, progetto Giovani Sì, contributi alla formazione e ai giovani che vogliono andare a vivere da soli saranno alcuni dei temi per i quali Nardini si batterà, in Regione. «Mi sono sempre occupata di politiche giovanili, politiche di genere e integrazione».

La studentessa, che si lascia dietro i ben più noti Andrea Pieroni, Francesco Nocchi e Ivan Ferrucci, ammira donne del calibro di Nilde Iotti, Laura Boldrini. «Donne impegnate in tematiche di genere che si sono conquistate uno spazio grazie alle loro competenze e non ad altro: questo è quello che farò anch’io. Portando comunque a termine i miei studi di medicina».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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