Il dolore
Pieroni, lettiano doc che oltrepassa le seimila preferenze
PONTEDERA. In provincia di Pisa i lettiani possono ancora fare la voce grossa. Lo ha dimostrato indiscutibilmente l’ex presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni, 57 anni, originario di...
PONTEDERA. In provincia di Pisa i lettiani possono ancora fare la voce grossa. Lo ha dimostrato indiscutibilmente l’ex presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni, 57 anni, originario di Montopoli Valdarno e residente con la moglie e i due figli nel comune di Pontedera. Lui è legato all’ex presidente del consiglio da una grande sintonia politica e da un’amicizia consolidata nel tempo.
Prima domanda, quindi, scontata dopo l’elezione a consigliere regionale (è giunto terzo nelle file del Pd per quanto riguarda la circoscrizione pisana, “bruciando” di 87 preferenze il segretario provinciale del partito Francesco Nocchi): Pieroni si è sentito con Letta dopo la vittoria?
«Sì, mi ha chiamato stamani (ieri per chi legge, ndr) – risponde Andrea Pieroni –, quando lo spoglio non era ancora completato. Mancava infatti la sezione di Pontedera-La Borra. Si è detto soddisfatto e contento del risultato. E devo dire che un po’ del merito è proprio suo, anche perché non ha partecipato a nessuna delle iniziative elettorali dei singoli candidati ad eccezione del sottoscritto. E ciò grazie ad una stima e ad un’amicizia profonde e reciproche. Sono convintissimo e sicuro che Letta non sparirà dalla politica. È ancora e sarà per tanto tempo una risorsa molto utile per il Pd e per il Paese».
I 6.155 consensi personali incassati sono, secondo lo stesso Pieroni, un riconoscimento del lavoro e dell’impegno di questi ultimi anni alla guida della Provincia. «Leggo il risultato – sostiene il neo consigliere regionale – quale frutto di una valutazione sulla persona e sul ruolo ultimamente svolto. Gli elettori hanno dimostrato di voler guardare di più alla persona rispetto all’appartenenza ad un determinato gruppo oppure ad un’area».
Anche Pieroni ha contribuito alle dimissioni da segretario di Nocchi? «Non penso proprio. Con Francesco ho sempre avuto un buon rapporto. I miei voti me li sono andati a prendere sul territorio, grazie a contatti, incontri e tanta capacità di ascolto. Non mi aspettavo comunque tutte quelle preferenze, anche perché il settimo posto in cui mi trovavo in lista non mi ha sicuramente agevolato».
Cristiano Marcacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
