La manifestazione
Tree climbing, si pota il verde e si risparmia
Castelfranco, operazione dimostrativa di taglio secondo una tecnica di manutenzione Usa
CASTELFRANCO. Una dimostrazione di ecologia e amore per la natura, quella che ha coinvolto l’associazione Onlus Sia (Società italiana arboricoltori): nella piazza di cedri adiacente al ponte dell’Arno, all’inizio della via del Callone, i volontari – tutti professionisti, in possesso della certificazione di “European tree worker” riconosciuta a livello europeo – hanno organizzato una vera e propria operazione di potatura degli alberi in linea con una filosofia ecosostenibile e rispettosa del verde. All’evento, promosso dal Consorzio forestale delle Cerbaie con l’amministrazione di Castelfranco, hanno partecipato anche i ragazzi della I A delle medie Leonardo da Vinci, che hanno potuto imparare i lineamenti del “tree climbing”.
Come richiama il nome, questa tecnica di manutenzione arborea prevede di intervenire in maniera capillare all’interno delle chiome, arrampicandosi lungo il fusto della pianta. Nato negli anni ’20 negli Stati Uniti, il “tree climbing” si serve di un complesso sistema di corde e imbracature che permettono di lavorare in tutta sicurezza fin sulla cima degli alberi più alti.
«Lo scopo di questa iniziativa – dice il direttore del Consorzio forestale, Andrea Bernardini – è dare uno spunto alle amministrazioni per gestire in maniera più sostenibile il verde urbano in contesti pubblici e privati. Le modalità di potatura che vengono comunemente praticate non sono sicure, né ecologiche e neppure economiche perché grossi tagli costringono a una manutenzione costante e indeboliscono le piante». «È scientificamente provato che le piante potate fino al fusto non solo soffriranno e si ammaleranno di più, ma si svilupperanno anche in maniera più caotica. Ciò accade perché le piante ricavano nutrimento dalle foglie e se queste vengono eliminate sono costrette a ricrescere in maniera vertiginosa per far fronte alla carenza. Le radici diventano deboli, non tengono l’albero ben ancorato a terra e sono più soggette a contrarre malattie. – dicono Massimiliano Fattori e Tiziano Ceretelli, due soci Sia – È importante capire che le potature dovrebbero essere piccole e rispettare lo sviluppo del singolo albero. Così gli interventi si renderebbero necessari ogni quindici anni anziché ogni sei e le nostre piante diventerebbero molto più sicure. Per i comuni sarebbe un bel risparmio». Presente è anche l’assessore all’ambiente, Federico Grossi, che precisa: «Per allargare la sensibilità nei confronti di un intervento ecosostenibile sulle piante all’interno del nostro territorio abbiamo invitato a partecipare anche i comuni di Santa Croce, Fucecchio e Calcinaia, che fanno parte del Consorzio delle Cerbaie».
Elena Battagia
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