Gioco
Chiesa del Castellare una tradizione che si rinnova
SAN GIOVANNI ALLA VENA. Il pittore Stefano Ghezzani ha scritto una lettera aperta ai suoi concittadini di San Giovanni alla Vena. «Ora che l'oratorio del Castellare ha di nuovo il suo Crocifisso mi...
SAN GIOVANNI ALLA VENA. Il pittore Stefano Ghezzani ha scritto una lettera aperta ai suoi concittadini di San Giovanni alla Vena. «Ora che l'oratorio del Castellare ha di nuovo il suo Crocifisso mi sento di dirvi due parole: in primo luogo voglio ringraziare tutti per l'apprezzamento che avete manifestato per la copia della croce di Enrico di Tedice; in secondo luogo vi voglio spiegare la motivazione che ha portato alla realizzazione dell'opera. Il lavoro mi fu commissionato da Comitato Castellare un paio di anni fa. Accettai la richiesta a titolo completamente gratuito, così come fece Nilo Vannozzi che prese l'impegno di occuparsi della parte lignea. Decisi di collaborare al progetto perchè questo gruppo di giovani del Comitato Castellare ha ereditato dalle generazioni precedenti l'amore per il proprio paese e sono straordinariamente legati all'Oratorio. Lavorano insieme con grande armonia continuando attività che ormai sono divenute tradizione. Subito ci fu, da parte mia, un profondo coinvolgimento emotivo e mentre dipingevo il pensiero andava spesso alle persone che nei decenni passati avevano letteralmente ricostruito il Chiesino del Castellare semidistrutto dai bombardamenti dell'ultima guerra. E li vedevo trasportare su con fatica i mattoni, la calce, l'acqua e quant'altro serviva per la ricostruzione. Li ho percepiti lavorare tutti uniti da un meraviglioso spirito di fratellanza, così da raggiungere il risultato di rendere al suo paese l'Oratorio. Poi, con inesauribile entusiasmo, hanno tenuto in vita la tradizione non solo del culto religioso ma anche della festa del Castellare». Quest'anno inoltre cade il centenario della nascita di Silvano Batini, uno dei principali promotori della ricostruzione e che, insieme agli altri, non si voleva rassegnare a che l'oratorio restasse senza la sua Croce. «Ora, a lavoro finito, penso a lui ed al suo gruppo di allora, al loro affiatamento, al loro attaccamento al Chiesino ed alla capacità che hanno avuto di trasmetterlo ai giovani e giovanissimi. Non sono più con noi ma è bello immaginare che ci guardino da lassù, contenti perchè oggi abbiamo realizzato anche un loro desiderio», conclude Ghezzani.
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