Il Tirreno

Pontedera

Il vino della Valdera si gusta con i cibi... rari

di Enrico Bimbi
Il vino della Valdera si gusta con i cibi... rari

Il riferimento all’Expo quest’anno è il filo conduttore della iniziativa nata nel 1993 Buffet, musica e nuovi prodotti: ecco la guida agli eventi delle nostre fattorie

6 MINUTI DI LETTURA





Ecco cosa possiamo trovare di bello e buono nelle fattorie della provincia di Pisa che aprono i cancelli.

Fattoria degli Azzoni. A La Rotta, nella cantina degli Azzoni sarete accolti dal conte Aldobrando. Buona fattura, finezza dei profumi con estrema nettezza e pulizia, sono doti dei suoi vini. Curiosità, ormai nota e recensita, lo splendido pinot grigio Villa Sole dal colore ramato e di un super profumato, dalle note aromatiche vegetali, Vermentino Le Fonticchie. Poi i due Rossi: Chianti e il top aziendale affinato in barrique Helianthus. In degustazione anche il Vin Santo Baciamano. Nella corte viene allestito un mercatino di artigianato e selezioni di eccellenze alimentari locali: i salumi di Comuniello e i prodotti caseari dell’Avvenire della famiglia dall’Acqua (Terricciola) con formaggi che sembrano nati per sposare i vini della fattoria (assaggiate i due vaccini sott’olio con i bianchi). Eccezionale intervento dell’azienda Meazzini di Crespina che porta all’assaggio/vendita “cibi rari” come l’antica varietà recuperata di fragole a gambo lungo dal sapore di fragolina di bosco e le patate rosse e blu e altre curiosità dell’orto. Patate: ci sarà anche la famosa Tosca del Podere Tognoni di Santa Maria A Monte. Spazio al gioco del maialino organizzato dal gruppo il Mattone.

Fattoria Varramista di Montopoli Val d’Arno. L’azienda è famosa, sia per i vini, sia per le piante secolari del parco e per il giardino all’italiana considerato uno dei più belli della Toscana, sia per la superba Villa che fu casa del compianto Giovanni Alberto Agnelli. Fu lui ad aver intuito le importanti potenzialità viti-vinicole di questa tenuta che si sono concretizzate al meglio, con la collaborazione dell’enologo Federico Staderini, nel top aziendale “Varramista”, frutto monovarietale di Syrah. Sterpato, Frasca, Ottopioppi, Chianti Monsonaccio sono gli altri vini da degustare. Possibile assaggiare anche i vini della tenuta maremmana: Marruchetone Vermentino e Marruchetone Rosso. La Fattoria Varramista domani si trasforma e dà spazio all’arte con mostre di pittura e fotografia all’interno dei propri locali, oltre alla possibilità di degustare eccellenze gastronomiche del territorio e delizie della tradizione grazie ad un punto di ristoro. Visite guidate alle 2 cantine dell’ azienda: quella di vinificazione e la barriccaia. Organizzati laboratori di degustazione di “Vini e cibi rari”.

Usiglian del Vescovo alle porte di Palaia è un borgo millenario che ha mantenuto tracce medievali del dominio dei Vescovi di Lucca. La più importante e suggestiva è la via di fuga dal castello, scavata nel tufo per arrivare al campo, risalente al 1078. Ovviamente sarà visitabile in questa occasione, insieme al sentiero delle conchiglie nella passeggiata nei vigneti. I vini, curati dall’enologo Francesco Lomi, hanno la caratteristica di essere molto profumati, grazie al terreno sabbioso ricco di fossili e l’altitudine di 200 metri che garantisce buona escursione termica. Il rosè di Sangiovese “Il Sangiosé” e lo strutturato Chardonnay “Il Ginestraio” sono la chiara dimostrazione. Nei rossi troviamo il fresco Chianti, Il Grullaio e lo strutturato “Il Barbiglione”, che vanta ossatura Syrah, vitigno a bacca nera dalle grandi note olfattive. La fattoria offre una degustazione imperdibile de Il Milleeottantatre 2009, vino in purezza di Petit Verdot affinato per 24 mesi in tonneax e 18 in bottiglia, in accompagnamento a selezionati salumi dell’Antica Norcineria Marianelli che da poco si è insediata anche a Palaia: il mitico prosciutto sotto cenere Stradivari, il Costolaccio del Sacrestano e l’Antico Nodino di Montopoli.

A Terricciola cancelli aperti alla Fattoria Vallorsi della famiglia Bibbiani. Qui si paga solo le bottiglie che si acquistano, il resto è gratis. I patron Stefano e Sergio Bibbiani vi accoglieranno, con la consueta signorilità e con un ricco buffet per poter degustare al meglio i loro vini. In questa tenuta sono stati fatti i primi esperimenti sulla attitudine dei vitigni a bacca bianca in terra pisana. Dopo più di 30 anni circa 17 varietà si sono adattate alla grande e oggi danno vita al fresco e petillant “I Cerroni”. L’altro bianco è estratto monovarietale del Vermentino.

Ma l’azienda ha acquisito fama per i rossi grazie ad una terra vocata in particolare al vitigno Sangiovese dimostrata già negli anni novanta con il San Bartolomeo, ancora oggi top aziendale e perla del territorio. Meno concentrato ma con frutto goloso amalgamato a sentori di spezie e vaniglia, si erge l’Argante, altro pezzo forte della produzione inserito nella Doc Terre di Pisa Sangiovese. Da non dimenticare il fresco e di grande beva Chianti Superiore. Altra sosta da fare a Terricciola è quella all’azienda agricola Sorelle Palazzi. Ad accogliervi la signora Paola ed il giovane nipote enologo Guido Beltrami, a cui si devono le recenti importanti innovazioni qualitative. Questa azienda è considerata pioniera del biologico ed è diventata punto di riferimento dei tanti cultori dell’agricoltura e dei metodi naturali. Qui si produce vino e olio bio già dal 1973, quando queste pratiche erano semisconosciute. Una filosofia della tradizione e della naturalità che si ripercuote in tutte le fasi della produzione. A cominciare dai vitigni impiantati (esclusivamente autoctoni), ai lieviti della fermentazione (gli indigeni della pianta), ai recipienti di affinamento, cemento e botte (senza mai cedere alla moda della barrique). Le degustazioni dei vini e il ricco buffet di accompagnamento sono offerti gratuitamente. Compreso il mitico Vin Santo, prodotto di fama internazionale che ha fatto incetta di premi e riconoscimenti. Buona l’evoluzione positiva riscontrata nei rossi. Si tratta di tre tipologie di Chianti: Colline Pisane, Superiore La Casina di Badia e Riserva.

A completamento della gamma un bianco, ovviamente di tradizione. Spettacolare è la cantina della Tenuta Podernovo che si erge in posizione di dominio su una collina di Terricciola. Un vero capolavoro artistico/architettonico di grande imponenza e, nel contempo, dal basso impatto ambientale (le pietre utilizzate sono quelle trovate negli scassi delle vigne), ideato per la massima funzionalità delle pratiche di cantina. Qui i Lunelli, signori dello spumante con il marchio Ferrari, indiscusso simbolo di qualità del made in Italy, come evidenziato anche dai 400 metri quadri che il padiglione Eataly dell’Expo di Milano gli ha riservato, hanno affidato la realizzazione di rossi di prestigio all’enologo Corrado Dalpiaz che ha dimostrato di meritare la fama di grande professionista creando l’Aliotto e il Sangiovese Teuto.

Oltre ai due è in degustazione tutta la linea produttiva della famiglia Lunelli, dai vini trentini e umbri, alle bollicine Ferrari, alle grappe Segnana, all’acqua Surgiva. Da non perdere la visita guidata della cantina, un percorso suggestivo tra arte, buon gusto e tecnica che getta lo sguardo con negli ordinati vigneti sottostanti. Ma la grande novità della Tenuta è l’apertura della Locanda Podernovo da parte del giovane chef Sebastiano Cont, proveniente dallo staff del ristorante stellato Locanda Margot di Trento (sempre della famiglia Lunelli), coadiuvato in cucina da Tommaso ed in sala da Ilaria. Il ristorante sarà operativo dalla prossima settimana con cibi di tradizione toscana ma già in questa occasione è possibile mangiare con piccole offerte food, tipo panini particolari di qualità da consumare anche all’esterno nelle postazioni in paglia che amplificano l’effetto country.

Sempre a Terricciola troviamo l’Azienda Agricola Castelvecchio. Laura e Stefano Pantani vi accolgono con la loro famiglia per guidarvi nella tradizionale e funzionale cantina, realizzata con le loro mani. Una visita che prevede una passeggiata tra le curate vigne, la visione delle tecniche di vinificazione, nonché la barriccaia destinata ai vini pregiati e la stanza dei graticci dove le uve appassiscono in modo ottimale per far nascere la perla produttiva del Vin Santo Armida. La produzione aziendale vanta due ottime Doc Terre di Pisa: Rosso Le Balze realizzato con Sangiovese, Cabernet Sauvignon più Franc e Le Colline frutto monovarietale di Sangiovese. Completa la gamma il fresco rosato Il Tocco e il bianco di tradizione Il Picchio. Le degustazioni sono libere e gratuite ma chi ha più appetito può ordinare il maxi tagliere di salumi e formaggi locali seguito da alcune varietà di dolci casalinghi ed accompagnato dalla degustazione completa dei cinque vini aziendali. Per il pacchetto completo si consiglia la prenotazione allo 0587 658318.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web