Sicurezza
Il sindaco vieta la raccolta delle verdure
C’è timore per la salute, si aspettano le analisi di Arpat sulle conseguenze del fumo sprigionato dall’incendio doloso alle gomme
PONTEDERA. Dopo l’incendio doloso alla Mansider inevitabili le conseguenze dal punto di vista ambientale e quindi il rischio di inquinamento. Il sindaco di Cascina, ieri mattina, ha ordinato il divieto di raccolta delle verdure a foglia larga (come bietola, cavolo, spinaci, insalata) nelle zone di Latignano e Marciana. È stato vietato anche il pascolo degli animali. Il provvedimento è stato adottato proprio a seguito dell'incendio dell’altra notte che ha messo a dura prova i soccorritori e sollevato una serie di preoccupazioni in quanto tra le sostanze nocive che si sono liberate nell’aria a causa del rogo c’è anche la diossina. L'incendio ha prodotto la combustione di 70 quintali di copertoni di automobile usati e destinati ad essere smaltiti.
Vista la tipologia del materiale combusto, valutato congiuntamente da Arpat e da altre istituzioni, è emersa la presenza nei gas di combustione di sostanze volatili inquinanti. Ed è stato anche accertato che nel comune di Cascina, per un gioco di correnti d’aria, c’è stata la massima esposizione alle sostanze chimiche sprigionatasi dall'incendio: le aree più a rischio sono state quelle di Latignano, confinante quasi con Gello di Pontedera, e di Marciana, non distante in linea d’aria.
I divieti di raccolta e di pascolo sono stati adottati in via cautelativa e sono temporanei. Dureranno, ha spiegato il Comune di Cascina, fino alla disponibilità delle analisi chimiche in corso, dopo che a Latignano Asl e Arpat hanno effettuato un campionamento di verdura a foglia larga di cui si attendono i risultati a breve. Ma quello dell’inquinamento è stato fin dall’inizio uno dei problemi che ha richiamato le attenzioni dei vigili del fuoco, intervenuti anche una squadra specializzata negli interventi nell'ambito della protezione civile che coinvolgono sostanze chimiche, biologiche e radiologiche. Intanto l’azienda che lavora nell’ambito del recupero rottami ferrosi e metalli dal 1973 e da tempi più recenti ha iniziato anche la raccolta e di gomme usate sta cercando per quanto possibile di tornare alla normalità riprendendo l’attività che è stata interrotta bruscamente dall’incendio doloso, appiccato da due uomini che poi si sono allontanati di corsa dall’azienda, come si vede dalle immagini della videosorveglianza. Ieri la raccolta di materiali ferrosi ha funzionato regolarmente.
Vanno avanti anche le indagini dei carabinieri per cercare di inquadrare il contesto in cui è avvenuto l’atto incendiario. Fin dall’inizio, cioè da quando era stato dato l’allarme per il rogo, i titolari della Mansider si erano dimostrati preoccupati. Temevano di essere finiti nel mirino di chi ha interessi nello stesso settore. Timori e sospetti che sono diventati certezze quando i carabinieri hanno controllato cosa avevano ripreso le telecamere dell’azienda.
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