La manifestazione
Degrado che non ha fine e paesani senza risposte
La fattoria ex Gaslini di Montefoscoli perde un’altra opportunità di risanamento Cadono a pezzi le volte e la raccolta di firme tra la gente non trova riscontri
MONTEFOSCOLI. Il tentativo fallito della vendita della ex fattoria Gaslini di Montefoscoli per la rinuncia del FondOagri di acquistare le quote della Provincia è un altro duro colpo al futuro della struttura nel borgo del Palaiese. Che si aggiunge alla raccolta di firme depositata lo scorso 23 marzo che non ha ancora destato la proprietà della Fattoria Fondi Rustici a informare i sottoscrittori, ma più in generale la cittadinanza, su quello che sarà il destino di questo grande complesso: ormai una grande scatola vuota che nonostante la buona architettura che l'ha tenuta finora in piedi, non riesce più a resistere da sola contro la forza del degrado e dell'indifferenza. Ma come è possibile sottrarsi alla richiesta di un gruppo di cittadini, e far trascorrere oltre due mesi senza comunicare alcun avviso o qualsivoglia giustificazione da parte degli interessati?
«Non possiamo aspettarci molto – sottolinea l’architetto locale Fabio Lazzereschi che da sempre si interessa della questione – se in questi 10 anni, oltretutto spesi inutilmente, solo due sono stati finora gli incontri concessi agli abitanti di Montefoscoli. Quello che all'inizio dell'acquisizione, era il 2004 a opera della Provincia di Pisa con la partecipazione del Comune di Palaia, apparve a talune persone un bel giocattolo, è diventato velocemente un giocattolo vecchio e assai costoso da mantenere. Infatti, appena fatto il "danno", la fattoria è stata rimessa in vendita, passando attraverso bandi pubblici complicati e attese estenuanti per naufragare poi il tutto in un bicchiere d'acqua».
Energie mentali ed economiche guidate dalla sola e unica idea: «Vendere il prima possibile, tralasciando ogni necessità primaria come quella di avviare un progetto di risanamento programmato specialmente per quanto riguarda le coperture del centro aziendale. Una situazione grave – sottolinea il professionista – che va trasformando fisicamente questo patrimonio, un tempo fiore all'occhiello della Valdera, in un cumulo di macerie, oltretutto pericoloso per l'incolumità pubblica».
Siamo nel 2015. Cosa è cambiato? «Assolutamente nulla. Unica differenza è che altre porzioni di copertura sono crollate e - quando va bene - "rattoppate" senza peraltro rispettare i criteri del buon restauro. Ogni porzione che viene a terra, e non servirebbe dirlo, è un pezzo di storia che se ne va irrimediabilmente. Come del resto è successo – spiega Lazzereschi – alla volta dipinta della prima stanza della galleria, distrutta dal cedimento della copertura superiore a dicembre, che prima di essere trasformata in elegante salotto di accoglienza, è stata durante il '600 e il '700, la cappella privata della villa. Ciò significa che sotto l'apparato pittorico attuale si poteva nascondere (cosa che peraltro il crollo della volta ha già messo in luce) un ciclo di pitture ancora più pregevole, opera forse di Anton Domenico Bamberini, uno dei principali artisti fiorentini che si trovò a lavorare da queste parti».
Ma se n’è andato perduto molto di più di quanto poteva apparire all'occhio del profano, perché è altrettanto vero che se un edificio come questo, è stato vincolato dal D.Lgs. 42 del 2004, significa che evidentemente è stato riconosciuto di pregevole valore storico, architettonico e artistico, e spetta alla proprietà l'obbligo morale ed economico, di preservarne ogni sua parte.
Nel prossimo inverno, quando torneranno le piogge o meglio dire, le cosiddette "bombe d'acqua", diverse porzioni di copertura, già precarie, saranno le prossime a crollare, «senza pensare – conclude Fabio Lazzereschi – alle infiltrazioni che andranno ad aggravare ulteriormente la conservazione già compromessa della magnifica galleria, che racchiude oltre trecento metri quadri di raffinate pitture. Pertanto non parliamo di fatalità, o di eventi accidentali, ma di pura negligenza, perché lo stato di conservazione è ormai da tempo visibile anche dall'esterno e soprattutto, sotto il giudizio e gli occhi di tutti.
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