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Pontedera

Dodici storie, dodici tragedie: il 2 giugno di Molino d’Egola

Sarà una Festa della Repubblica speciale per la frazione Uno studio riporta in luce le storie vicende personali

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SAN MINIATO. Dodici nomi per raccontare altrettante tragedie. Nomi che finalmente resteranno impressi nel marmo a tramandare una delle pagine più drammatiche per gli abitanti di Molino d’Egola. Sarà una Festa della Repubblica particolare quella della piccola frazione del Comune di San Miniato, dove grazie all’impegno di un gruppo di appassionati sono state recuperate e ricostruite le storie di tutti i caduti durante la Seconda guerra mondiale: dodici persone, i cui nomi (in gran parte fino ad oggi sconosciuti) saranno finalmente impressi in una lapide che verrà inaugurata nella mattinata di martedì.

«L’idea è nata quasi per caso - racconta Lisandro Nacci, tra i promotori dell’iniziativa - grazie alle ricerche storiche che stiamo conducendo per la stesura di un libro. L’idea è quella di raccontare la storia di Molino d’Egola a partire dal Medioevo: un racconto in 20 capitoli, di cui uno dedicato al passaggio della guerra. Così siamo andati alla ricerca di tutte le persone che durante il conflitto fossero morte a Molino. Di queste fino a oggi ne conoscevamo 3, forse 4, invece alla fine ne abbiamo trovare 12, realizzando per ciascuna una scheda che ne ricostruisce la vicenda». Una di queste, Emilio Caponi, 28 anni, risulta scomparso nella campagna di Russia, mentre tutti gli altri sono vittime del passaggio del fronte nel 1944, quasi tutti uccisi da mine o bombardamenti. Scorrendo l’ordine cronologico degli eventi troviamo Bellarmino e Gasperino Pinori, di 5 e 3 anni, Pietro Valori di 15 e i coniugi Faliero Calvetti e Cesarina Chesi, rispettivamente di 36 e 37 anni. E ancora Ilio Fogli (41), Serafino Bagnoli, di 76 anni, Vasco Chini (29), Emilia Salvadori (54), Gino Arzilli (43) e Giuseppe Nacci (53). Figli e nipoti dei caduti parteciperanno alla cerimonia di martedì. L’appuntamento è per le 11,30 nei giardini antistanti la Casa del Popolo di Molino, dove il sindaco Vittorio Gabbanini inaugurerà la lapide alla memoria.

Sarà presente alla cerimonia anche il parroco don Gianpiero Taddei. L’iniziativa, curata dalla Casa del popolo, dalla Consulta e dal Comitato “Giuseppe Gori” col patrocinio del Comune, rientra in un programma di celebrazioni dedicate alla Festa della Repubblica che interesserà anche la vigilia del 1 giugno. Alle 21,30 di lunedì, nei locali della Casa del popolo, è in programma lo spettacolo teatrale “Morrò senza vivere un momento”, dedicato al ricordo e alla figura di Giuseppe Gori, di cui ricorrono i 70 anni dalla scomparsa. Storico antifascista sanminiatese, arrestato nel ’38, Gori scomparve all’indomani della Liberazione dopo i duri anni di carcere. Protagonisti della rappresentazione saranno Andrea Mancini, Monica Mori e Marzio Matteoli. (g.p.)

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