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Dalla pelle alla bici, il rifiuto che trova una seconda... vita

Dalla pelle alla bici, il rifiuto che trova una seconda... vita

PONTEDERA. Riutilizzare. Intercettare un rifiuto prima che venga depositato nei centri di raccolta e destinarlo a un nuovo utilizzo. In Toscana ogni cittadino produce annualmente 596 chili di...

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PONTEDERA. Riutilizzare. Intercettare un rifiuto prima che venga depositato nei centri di raccolta e destinarlo a un nuovo utilizzo. In Toscana ogni cittadino produce annualmente 596 chili di immondizia; 486 invece è la media su scala nazionale. Per ritoccare al ribasso le cifre l’arma migliore è proprio il riutilizzo. Lo ha spiegato il presidente di Geofor Paolo Marconcini: «La produzione di rifiuti può essere ridotta attraverso azioni reali: spesso a portarle avanti sono le associazioni di volontariato, ma anche i cittadini possono adoperarsi nella stessa direzione». L’ex sindaco di Pontedera ha parlato dalla sala conferenze della comunità per tossico e alcol dipendenti La Badia, in aperta campagna nella zona tra Gello e Pardossi. All’interno della struttura inaugurata nel giugno 2011 sono stati ricavati tre laboratori: uno per la lavorazione delle pelli, un altro per il legno e quindi l’officina per le bici. Gli ospiti della comunità tutti i giorni dal lunedì al sabato lavorano cercando di gettare nel cestino il meno possibile. Perché raccogliendo pezzi di pellame è possibile realizzare borse per studenti, da poche tavole di legno può nascere un piccolo tavolo per l’arredamento di esterni e da una bicicletta rugginosa un gioiellino luccicante. L’angolo dedicato alla due ruote col tempo è diventato un vero e proprio fiore all’occhiello della struttura grazie ad alcuni giovani della comunità che prima smembrano le carcasse portate alla Badia e successivamente assemblano gli accessori fino a creare una bici tutta nuova. Clemens Seeberger, operatore di Arnera, la cooperativa a cui è stata affidata la gestione del centro di recupero, spiega le finalità educative delle attività svolte alla Badia: «Siamo una comunità terapeutica pubblica, cerchiamo di adoperare i nostri ragazzi in azioni concrete, che possano aiutare loro a muovere i primi passi verso la reintegrazione nella società. Tutti i nostri laboratori si basano sull’utilizzo di materiali di recupero».

Chiunque volesse disfarsi della propria bicicletta può contattare 348 7703520. Il personale di Arnera provvederà a raccogliere il mezzo a domicilio.

Tommaso Silvi

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