Sicurezza
La pioggia non ferma la voce della Valdicecina
Sotto la sede del Ministero con striscioni e slogan, guardati a vista dalla polizia Così i 150 dipendenti in trasferta vivono l’attesa dell’incontro con l’azienda
SALINE DI VOLTERRA. Lo striscione contro la chiusura dello stabilimento a fianco dell'ingresso laterale del ministero dello sviluppo economico tenuto da pochi impavidi. Il resto del gruppo a ripararsi dalla pioggia battente sotto cornicioni, gazebo di bar e locali vari nelle vicinanze di via Molise a Roma, area in cui è situato lo stesso Mise. La capitale ha accolto gli operai della Smith come peggio non poteva, senza però abbattere il morale delle tute blu, in attesa che i loro rappresentanti scendessero dalle stanze del ministero per annunciare l'esito dell'incontro con l'amministratore delegato, Giuseppe Muzzi. Un pomeriggio trascorso tra l'ansia dell'attesa e la speranza di sentire notizie positive rispetto allo spettro della chiusura dello stabilimento. Partenza in 150 poco prima delle 10 dal piazzale del Pip di Saline, proprio a fianco della Smith, dove sono rimasti alcuni operai a guardia degli ingressi. Insieme a loro, numerosi cittadini per dare man forte alla battaglia per la salvaguardia del lavoro che ha, fatalmente, ripercussioni in tutta la Valdicecina. Tre pullman che hanno caricato alcuni operai a Cecina e poi via verso la capitale, fra scherzi e goliardate, ma anche discorsi seri sulla vicenda che sta occupando da un mese la testa di tutti.
Si parla della nota diffusa dalla Smith l'altra sera, dopo l'incontro tra i sindacati ed esponenti dell'Unione industriale pisana, che ridimensiona parzialmente l'euforia data dall'annuncio dei rappresentanti dei lavoratori che avevano riferito di un dietrofront da parte dell'azienda. «La posizione rimane la stessa dell'inizio della vertenza - ha scritto Smith Bits - in attesa di presentare il piano industriale in cui ci sarà il ricorso agli ammortizzatori sociali che devono comunque essere approvati dalla direzione dell'azienda».
Andrea Pagni, membro della Rsu, alza le spalle mentre il pullman transita da Alberese sotto il diluvio. «La nota di Smith non ridimensiona quanto ci hanno detto all'Unione industriale pisana. Parlare di ritiro dei licenziamenti in questo momento non è tecnicamente esatto, ma la sostanza del ritiro della mobilità con la presentazione del piano industriale non cambia».
Intanto su Facebook si rincorrono le varie anime della protesta. Si postano foto dai pullman, ma anche da piazza di Spagna, dove un avanposto di lavoratori giunti a Roma in auto, ha fatto un po' di turismo. Dal presidio, però, si cala l'asso: imagini di salsicce e bistecche e di bravi accese in attesa di preparare il pranzo. Il cibo, in queste settimane di blocco della fabbrica, ha fatto da collante con le varie anime della lotta ed è logico continui a essere un fil rouge tra Roma e Saline di Volterra. Ma quello che attende i partecipanti alla trasferta romana sa di beffa. Appena usciti dalla metro, nelle vicinanze di Fontana di Trevi, il diluvio conferma le previsioni meteo avverse. Venditori abusivi di ombrelli e poncho per ripararsi dalla pioggia si materializzano e parte subito la trattativa. Poi tutti verso via Molise con la polizia che si schiera davanti all'ingresso principale relegando la protesta a quello secondario. Poi la pioggia fa il resto. Quando torna il sereno l'orgoglio di quelli della Smith riemerge con cori e slogan che da via Molise riecheggiano fin nelle stanze del ministero.(a.q.)
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