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Scongiurati i tagli alla Cuoiodepur

Ritirati i nove licenziamenti, soddisfatti i il sindaco e i sindacati

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SAN MINIATO. Stop ai licenziamenti e alle esternalizzazioni, in cambio di un congelamento dei premi ai dipendenti per i prossimi due anni. Sono questi i termini dell’accordo che hanno permesso di chiudere ufficialmente la vertenza al depuratore Cuoiodepur.

Un accordo raggiunto nella giornata di ieri, dopo un incontro tra i rappresentanti del consorzio e i delegati sindacali, che nei fatti hanno ratificato un’intesa già raggiunta verbalmente nel faccia a faccia di due settimane fa. Sul tavolo della discussione, com’è noto, le difficoltà a far quadrare i conti dell’impianto e la volontà, da parte del consorzio, di esternalizzare alcune funzioni con il conseguente licenziamento di 9 dei 29 dipendenti. Da qui l’avvio della procedura di mobilità presentata lo scorso 23 marzo. Dopo una prima fase di rigidità tra le parti, che aveva portato alla rottura della trattativa con tanto di annuncio di sciopero, le posizioni avevano finito per riavvicinarsi nell’incontro dell’11 giugno individuando le basi dell’accordo. Un’intesa che prevede innanzitutto la rinuncia del Consorzio ai licenziamenti e alle esternalizzazioni, mentre i dipendenti, in cambio, hanno accettato il congelamento per due anni delle quote eccedenti il contratto nazionale.

Fino al 2017, quindi, i lavoratori non percepiranno premi, mentre il consorzio si impegnerà anche a reinternalizzare quelle funzioni che da tempo sono affidate all’esterno, a cominciare dal processo di essicazione dei fanghi. Tra due anni, poi, alla scadere dell’accordo, servirà una verifica dei risultati ottenuti per valutarne gli effetti sulla gestione economica dell’impianto. Soddisfazione da parte dei sindacati: «Un buon accordo – lo definisce Loris Mainardi della Cgil – Pensiamo di aver creato le condizioni per consentire a Cuoiodepur di sistemare i conti e tornare fra due anni ad una situazione di normalità. La speranza, ovviamente, è che l’azienda non vanifichi l’impegno e la disponibilità dei lavoratori».

Sulla vertenza si era schierata in linea con i sindacati anche l’amministrazione comunale di San Miniato, i cui rappresentanti siedono nel Consiglio di amministrazione dell’impianto. Il sindaco Gabbanini, in particolare, nel momento più delicato della trattativa, aveva espresso la propria contrarietà ad ogni ipotesi di licenziamento. «È stata una trattativa dura e complessa - dice Mainardi - nonostante alla fine non si sia arrivati allo sciopero. Crediamo di aver gettato le basi per fare un ottimo lavoro».

Giacomo Pelfer

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