Sicurezza
«L’Asl mantenga gli impegni per il Lotti»
Il sindaco Millozzi interviene anche sull’emodialisi, chiedendo che venga realizzata come promesso dall’ex dg Damone
PONTEDERA. «Pontedera merita il rispetto degli impegni che sono stati presi per l’ospedale Lotti». Quando il sindaco Simone Millozzi, ieri mattina, ha letto la protesta di Maria Cristina Venturi a nome dell’Associazione nazionale dialisi e trapianto, ha chiesto spiegazioni all’Asl 5 di Pisa, ora diretta da Mauro Maccari, subentrato al posto di Rocco Damone.
Gli impegni presi pochi mesi fa dall’Asl per il nuovo centro dialisi, c’è poco da fare, non sono stati rispettati. Damone infatti, come ha denunciato Venturi e come il sindaco conferma, durante un incontro alla presenza del sindaco e che la rappresentante dei dializzati, aveva preso un impegno preciso che si distanzia dalla realtà. Per l’ex direttore generale dell’Asl, risulta dal verbale della riunione del 7 ottobre 2014 e da quelli di altre due riunioni, sarebbero partiti a breve. «I lavori di realizzazione della nuova struttura – si legge nel verbale – saranno iniziati quanto prima e i relativi finanziamenti (circa due milioni di euro) verranno anticipati nel piano di investimenti dell’Asl». Niente di tutto questo è avvenuto. E la promessa è stata ribadita e verbalizzata nelle due riunioni successive. Nel frattempo l’Asl deve avere cambiato idea anche se non lo ha comunicato ufficialmente: attende i soldi della Regione e per questo suscita le proteste dei pazienti dializzati e le richieste di chiarimenti del primo cittadino.
Sindaco, come è stato possibile cancellare un progetto da 2 milioni di euro?
«L’ospedale Lotti merita il rispetto degli impegni che l’Asl e il precedente direttore generale hanno preso. Le promesse sul nuovo reparto della dialisi devono essere mantenute, indipendentemente dal finanziamento regionale. I fondi necessari, come più volte ripetuto, devono essere trovati sul bilancio dell’Asl. Non ho mai fatto politica guardando le scadenze elettorali e non lo farò ora. Per cui rispondo alle proteste delle consigliera di Aned. L’ospedale Lotti è un’eccellenza riconosciuta e tale deve restare. È stato il primo ad adottare il modello dei ricoveri organizzati per intensità di cura, registra una media di 60mila accessi al pronto soccorso, mille parti all’anno e seimila interventi chirurgici. Ha un tasso di occupazione dei posti letto del 99%, è un punto di riferimento per la Valdera e non solo. Lo è anche per la zona del Cuoio e per altri centri vicini a Pontedera. Tutti gli altri ragionamenti dovranno arrivare di conseguenza. Anche perché in stretta connessione con l’ospedale c’è il lavoro che è stato portato avanti dalle strutture sul territorio, i distretti e i medici di famiglia hanno fatto lo stesso percorso di eccellenza».
Con la riforma della geografia delle Asl Pontedera rischia di perdere posizioni?
«Sulla riforma del sistema sanitario Pontedera vuole esercitare un ruolo, l’ho detto più volte e lo ripeto. Mi auguro che si colga il vero senso della riforma. La riorganizzazione delle reti ospedaliere dovrà riguardare realtà e strutture che hanno una minore capacità di incidere sui bisogni di salute dei cittadini, penso a ospedali che riescono ad usare i propri posti letto in media al di sotto del 50%. Questi andranno riconvertiti, probabilmente su funzioni specialistiche a differenza del nostro ospedale che per caratteristiche, qualità e quantità delle prestazioni erogate merita investimenti e consolidamento della sua dimensione “provinciale”. Andranno considerati anche questi aspetti».
E per il nuovo reparto dialisi del Lotti cosa è successo? Non c’è traccia del progetto, della gara, dell’inizio dei lavori promessi dall’ex direttore generale dell’Asl.
«Posso confermare che gli incontri con Rocco Damone, avvenuti in mia presenza oltre che della rappresentante dei pazienti dializzati, andavano in una direzione precisa. Ora sento dire che si aspettano i finanziamenti regionali, per cui non mancherò di impegnarmi. Chiederò all’azienda di fare in modo che vengano rispettati gli impegni presi dalla precedente direzione dell’azienda sanitaria. Comune e Regione chiedono questo e non fanno passi indietro. Ho promosso un tavolo su questi argomenti dopo che erano emerse le carenze del centro dialisi e mi sento di poter dire che attraverso la concertazione anche con l’Aned abbiamo finora ottenuto dei risultati importanti. Occorre continuare con serietà e rispetto su questa strada». L’Asl però poi ha cambiato idea e dei due milioni non c’è traccia nel piano degli investimenti dell’Asl.
Anche sulla questione dei primari dell’ospedale l’Asl prende tempo
«Invito l’Asl a chiudere velocemente la questione dei primari. Sono tre i reparti che attendono un direttore, chirurgia, otorino e pediatria. Proprio perché il nostro ospedale ha una dimensione provinciale, e anche la vicenda delle lunghe attese al pronto soccorso del Lotti lo dimostra in qualche modo, anche se i dipendenti svolgono il loro lavoro con impegno e competenza, è evidente che c’è un problema di personale da affrontare. L’Asl intervenga sull’organico con medici e infermieri».
Pontedera rischia di restare indietro anche sulla casa della salute
«Anche questo progetto deve essere chiuso entro l’estate. I lavori della casa della salute sono iniziati; a questo punto occorre chiudere l’accordo con i medici di famiglia, un accordo su cui mi sono impegnato in prima persona. Spero che il nuovo direttore delle aziende sanitarie di area vasta, racchiuderà infatti Pisa, Massa, Lucca e Livorno, tenga conto di tutti questi aspetti, della centralità di Pontedera e delle eccellenze che abbiamo a disposizione».
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