Il Tirreno

Pontedera

Cimitero con la pausa pranzo, è protesta

di Francesca Suggi
Cimitero con la pausa pranzo, è protesta

Si chiede al sindaco un orario continuato: ho problemi di lavoro, così non posso andare a trovare mio marito, inaccettabile

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PONTEDERA. Un cancello sbarrato la separa dalla tomba del marito, scomparso pochi mesi fa. Il cimitero comunale di Pontedera in pausa pranzo è chiuso e lei non può portare né un fiore, né una preghiera al proprio caro perché il lavoro, in altri momenti, non glielo consente.

«Non ci volevo credere, si tratta di un sistema barbaro che non tiene conto del dolore della gente: tutto ciò è inconcepibile, obrobrioso e disumano», tuona col cuore infranto Teresa Cricelli, insegnante pontederese.

La sua protesta diventa una vera e propria lettera di denuncia inviata al sindaco a inizio maggio, tutt’ora in attesa di risposta. «Chiedo solo che anche a Pontedera sia fatto un orario continuato ai cimiteri, come accade a Palaia, Capannoli, Empoli, Firenze tanto per fare alcuni esempi: concedere ai propri cittadini di poter piangere i propri morti senza interruzioni giornalieri, nei limiti degli orari consentiti, credo sia un servizio che un Comune dovrebbe garantire. E’ un segnale di civiltà e democrazia», continua con rabbia.

Il disagio è grande per chi, come lei, lavora e non riesce ad andare dal proprio defunto in altri orari.

La stessa problematica riguarda anche gli altri cimiteri comunali de La Rotta, Montecastello, Treggiaia e Gello.

Sul cartello, all’entrata del camposanto di Pontedera, si legge l’orario estivo: da maggio fino ad agosto compreso le tombe sono visitabili dalle 8 alle 11 e dalle 16 alle 19.

Gli altri mesi si varia di poco: ma il buco all’ora di pranzo resta. «Parlando con le persone siamo in tanti a lamentarci: mi chiedo, ripensando a quanto la storia ci ha insegnato, se oggi è questo il senso di civiltà, umanità, sensibilità, progresso, evoluzione a cui siamo pervenuti», prosegue con l’amaro in bocca.

Sempre sul sito del Comune si sottolinea che il 1 maggio e il 15 agosto i cimiteri sono chiusi. «Inaccettabile pure questo- si sfoga la vedova – Lo scorso Primo Maggio ancora una volta vado al cimitero e trovo chiuso. Non esiste che il Comune mi impedisca di far visita a mio marito».

In mano ha la ricevuta di ritorno della raccomandata inviata al sindaco Simone Millozzi. «Il sindaco ha ricevuto la mia lettera il 6 di maggio e non mi ha degnato di una risposta: devo pensare che la mia protesta sia stata cestinata, forse tenuta in poca considerazione, o addirittura derisa?”.

L’insegnante della scuola Curtatone e Montanara si sente maltrattata moralmente. Per lei, come accade anche per altre persone, andare a trovare il proprio caro è una necessità. Comprensibile, dopo una vita passata insieme.

«Non credo che tutto ciò sia imputabile a motivi gestionali o di turnazione: basterebbe semplicemente un custode, per poche ore giornaliere, che garantisca la continuità di apertura venendo incontro con rispetto alle esigenze del cittadino».

Teresa Cricelli è decisa e determinata. Il dolore che porta dentro là dà la forza di voler combattere per riuscire a poter andare al cimitero all’ora di pranzo, libera dal lavoro.

«La mia protesta è talmente determinata da poter arrivare a coinvolgere enti superiori», chiude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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