Italia
Smith, le reazioni: «Per ora non ci fidiamo aspetteremo i fatti»
Lo stato d’animo che accompagna i 150 dipendenti che andranno a Roma dove alle 18 di giovedì 27 si tiene l’incontro con l’ad Muzzi al Ministero dello sviluppo economico
SALINE DI VOLTERRA. «Un primo passo avanti, ma quello che è accaduto in questo ultimo mesi ci ha insegnato a non fidarci di chi ci ha costretti a questa situazione. L’azienda deve riconquistare la nostra fiducia». Le parole di Angelo Tani, uno degli operai più rappresentativi della Smith Bits la dicono lunga su come i lavoratori abbiano accolto l’apertura fatta ieri dall’amministratore delegato, Giuseppe Muzzi, per bocca dei rappresenti dell’Unione industriale pisana. Il clima al presidio davanti allo stabilimento è da “occhi vigili” sui possibili sviluppi della vicenda. Lo stesso stato d’animo che accompagnerà a Roma i 150 dipendenti della fabbrica di Saline per seguire da vicino l’incontro al ministero dello sviluppo economico. Nessun facile entusiasmo, quindi, da parte dei lavoratori alla notizia della presentazione di un piano industriale che manterrà in vita la fabbrica di Saline.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.11499502:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11499502:1652101745/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Come prima cosa dovremo leggere questo piano nero su bianco – riprende Tani – perché troppe volte le attese sono state disilluse. In questa fase non possiamo abbassare la guardia in nessuna maniera. Anche perché questo è uno stabilimento che ha bisogno di un piano industriale, ma soprattutto ha bisogno di lavoro. Qui servono commesse e ordinativi. Abbiamo la necessità di vedere conferire produzione».
Atteggiamento guardingo assolutamente comprensibile per chi ha visto, in pochi anni, cambiare strategie e atteggiamento da parte di una azienda che, prima di essere acquisita da Schlumberger, faceva della valorizzazione dei propri dipendenti e degli investimenti in innovazione un fiore all’occhiello da mostrare a tutto il mondo. «I lavoratori sono feriti – sottolinea ancora l’operaio – e non si fidano più di ciò che viene detto loro. Servono documenti ufficiali e fatti, non più parole che ogni volta vengono disattese». Per questo il presidio non verrà smobilitato. Anzi. Per i 150 che andranno a Roma, ci saranno decine di lavoratori e cittadini che continueranno a occupare pacificamente la zona davanti ai cancelli della fabbrica.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.11499506:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/05/26/news/la-forza-di-un-territorio-rimasto-unito-1.11499506]]
«Dai sindacati sono arrivati segnali di continuare a presidiare la fabbrica – dice un altro operaio, Alessio Ticciati direttamente dal presidio – e noi continueremo a farlo. Certo, quella arrivata da Pisa è stata una notizia positiva. Ma la nostra lotta continuerà in maniera forse ancora più compatta di quanto non è avvenuto fino a questo momento». Così come non finirà il ricorso alle sponde fornite dalla politica. Nell’incontro avuto l’altra sera dalle Rsu con l’europarlamentare di Forza Italia, Antonio Tajani, è emersa l’intenzione dello stesso Tajani di convocare i vertici di Schlumberger al parlamento europeo di Bruxelles. D’altra parte, la lotta per il posto di lavoro non è assolutamente finita. «Possiamo tranquillamente dire che inizia ora – riprende Tani – e non molleremo finché non dichiareranno che tutti i 193 dipendenti avranno la garanzia di proseguire a lavorare in questa fabbrica. La nostra battaglia non è finalizzata ad far vivere questo stabilimento per pochi mesi. Ma per moltissimi anni». Di sicuro, la mobilitazione prodotta da questa vertenza sta cominciando a far intravedere frutti molto importanti. «Questo è un elemento da non sottovalutare – prosegue Tani – perché abbiamo segnato il solco tra una decisione presa sulla base di numeri finanziari e l’inversione di rotta in cui è stato compreso il valore di questa azienda. Che è dato essenzialmente dalle persone che ci lavorano. Aver dato questo segnale, da parte dei lavoratori e della gente della Valdicecina ha un valore molto grande. Ma dobbiamo renderci conto che la battaglia vera comincia proprio adesso. Un piano industriale che preveda tagli non sarebbe accettabile, secondo me». Muzzi, oggi a Roma, avrà quindi un bel po’ di lavoro da fare per convincere i lavoratori e i loro rappresentanti. Che anche a Roma, come avvenuto a Pisa il 5 maggio scorso, saranno presenti in un numero rilevante. Non i 200 dell’incontro all’Unione industriale, ma 150 in partenza a bordo di tre pullman.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.11499500:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/05/26/news/simoncini-adesso-si-aprono-scenari-molto-interessanti-1.11499500]]
A cui si uniranno alcune auto e qualche viaggiatore in treno. Compreso il sindaco di Volterra, Marco Buselli, quello di Pomarance, Loris Martignoni, e altri sindaci della Valdicecina. «Non sappiamo ancora se saremo ammessi al tavolo all’interno del ministero – ha detto Martignoni – ma saremo comunque presenti a Roma insieme agli operai». L’idea di presentarsi a San Pietro, magari per un incontro con Papa Bergoglio è rinviata a un’altra circostanza. Logisticamente sarebbe stata difficile da mettere in pratica. Primo perché in Vaticano oggi è giornata di udienze del Pontefice e i lavoratori della Smith sarebbero rimasti fuori dalla Sala Nervi. Poi, perché via Molise, sede del ministero dello sviluppo economico, è lontana da Città del Vaticano e lo spostamento di 150 persone in metropolitana sarebbe stato problematico.(a.q.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
