Il Tirreno

Pontedera

IL COMMENTO

La forza di un territorio rimasto unito

di EMILIO CHIORAZZO
La forza di un territorio rimasto unito

 Un mese di lotta. Senza mai cedere di un passo. L’annuncio dell’azienda, di fare marcia indietro sulla decisione di chiudere lo stabilimento della Smith a Saline di Volterra e...

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 Un mese di lotta. Senza mai cedere di un passo. L’annuncio dell’azienda, di fare marcia indietro sulla decisione di chiudere lo stabilimento della Smith a Saline di Volterra e mandare a casa 193 persone, è figlio anche di questa fermezza.

Ai sindacati provinciali, l’amministratore delegato Giuseppe Muzzi ha fatto spiegare - lui non c’era - da alcuni delegati degli imprenditori pisani, che presto arriverà un piano industriale, che non si fermerà più la produzione. E che nei momenti difficili si farà ricorso agli ammortizzatori sociali. Oggi, nell’incontro previsto al Ministero dello sviluppo economico a Roma, dove invece Muzzi sarà presente, i lavoratori vorranno sentire dalla sua voce la conferma di queste cose.

La mancanza di fiducia serpeggia nel presidio che da giorni è attivo davanti allo stabilimento. E sarà anche la compagna di viaggio di chi occuperà quei 150 posti nei tre autobus allestiti per andare a manifestare a Roma.

Tutti aspetteranno di vedere “nero su bianco” le cose annunciate, prima di cantare vittoria. Ma la svolta apre un percorso nuovo. Prospettive nuove che nascono proprio dalla lotta fatta in questi giorni.

Una battaglia portata avanti non solo dai dipendenti che rischiano di perdere il posto e dalle loro famiglie. Ma da un intero territorio.

Lo si è visto quando dalla Valdicecina è passato il Giro d’Italia. Tutti con gli striscioni a far il tifo per i corridori. E per la Smith. O quando è stato allestito il presidio. C’è stata - in entrambe le occasioni - una vera e propria gara di solidarietà.

Tutti pronti a promuovere e sostenere la battaglia dei lavoratori di un’azienda che - in pochi mesi - è passata dai fasti mondiali, per aver contribuito con i propri strumenti, a liberare i minatori cileni, prigionieri nel sottosuolo, a uno stato di crisi che, dagli annunci dei dirigenti, appariva irreversibile.

Un sostegno che ognuno ha dato con i propri mezzi.

I politici sono andati a bussare alle porte delle istituzioni per cercare una via d’uscita, la gente del popolo ha bussato spesso alla tenda del presidio, portando viveri e un po’ di calore a chi sta lottando per mettere in difficoltà l’azienda.

Una parte importante, in questa storia l’hanno avuta e l’avranno anche nei prossimi giorni, le aziende della Valdicecina: l’Enel, l’Eni, il sistema della Geotermia. Pronti a fare la loro parte per far restare sul posto una produzione d’eccellenza. Quello che tutti abbiamo chiamato “il piano B”, per Salvare la Smith, i suoi prodotti e i suoi posti di lavoro, deve aver avuto sui manager della multinazionale americana lo stesso effetto che hanno provocato i 30 giorni di lotta ferma ma composta ed efficace, degli operai. Come dire: uniti si è più forti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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