Attenzione
Già libero il marito violento
Non potrà avvicinarsi alla moglie. «Ma io ho paura, spero che non sgarri»
PONTEDERA. Non potrà tornare nella casa coniugale nemmeno per prendere le sue cose l’uomo che in preda a una crisi di gelosia ha picchiato la moglie con un bastone di plastica, dopo averle tagliato i capelli per umiliarla. Lo ha deciso il giudice del tribunale di Pisa Anna Fabbricatore che ieri mattina ha convalidato l’arresto del muratore disoccupato, 44 anni, padre di tre figli, residente a Perignano.
Il marito violento, rimasto nella camera di sicurezza della caserma dei carabinieri per tutto il fine settimana, dopo l’udienza di convalida è tornato in libertà. Come chiesto dal pubblico ministero, il giudice non solo ha disposto l’immediato allontanamento dell’uomo dalla casa familiare, ma gli ha anche vietato di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie, dovrà restare ad una distanza di almeno 150 metri, compreso il posto di lavoro.
Nel merito della vicenda il giudice entrerà nell’udienza fissata per il 21 ottobre: l’avvocato dell’uomo arrestato ha chiesto i termini a difesa e di conseguenza l’udienza è stata aggiornata. I vicini di casa che per primi hanno aiutato la donna, riuscita a sottrarsi alla violenza del coniuge, sono stati citati come testimoni. Loro l’hanno accolta in casa mentre chiedeva aiuto, indossava abbigliamento intimo ed era piena di sangue. Aveva ferite al volto, a una mano e alle gambe. Poi hanno chiamato ambulanza e carabinieri.
Se l’operaia di 45 anni non avesse trovato la forza di reagire e non fosse riuscita a fuggire forse oggi non potrebbe raccontare quello che le è successo. I medici del pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera le hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in 22 giorni. Per lei è stato attivato il codice rosa, previsto per le vittime di violenza. L’uomo è stato arrestato per lesioni personali aggravate.
«Voleva uccidermi, era in preda a una crisi di gelosia – racconta la donna – mi ripeteva “Ti ammazzo, ti ammazzo” mentre continuava a picchiarmi con il manico del martello. Ho paura e continuo ad averne anche ora che so che è stato subito liberato». Sì, questo è un aspetto che non può lasciare indifferente chi ha subito una violenza come quella che il marito di Perignano ha inflitto alla madre dei suoi figli. «So che è stato rimesso in libertà – dice la donna – e sono senza parole. Finora sono all’ospedale e sono protetta. Mi chiedo cosa succederà quando lascerò questo posto. Ho paura che sgarri, che torni a casa, che possa riprovarci. Ho paura per i miei figli. Spero comunque che si lasci aiutare dalla sua famiglia. Ha una sorella a Milano che è disposta ad accoglierlo in casa sua e a dargli una mano. Spero che venerdì, così so dai suoi parenti, vada a Milano. Se dovesse restare in Valdera cercherò di non uscire da sola». Ieri la donna è stata sottoposta anche ad una visita oculistica che ha escluso conseguenze più gravi agli occhi, oltre a quelle del taglio in un sopracciglio, medicato con cinque punti di sutura. «Le ferite sul corpo, i segni, quelli prima o poi se ne andranno – aggiunge – ma ora devo pensare a fare guarire altre ferite, più difficili da cancellare». Il figlio minore della coppia ha provato a parlare con il padre. I due maggiorenni sono ancora troppo colpiti: «Poteva ucciderla», si ripetono. Oggi l’operaia dovrebbe essere dimessa dall’ospedale.
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