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Pontedera

Dialisi, nuovo centro promesso e mai fatto «Resta un miraggio»

Il reparto di dialisi dell'ospedale Lotti di Pontedera e, nel riquadro, Maria Cristina Venturi
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Il reparto di dialisi dell'ospedale Lotti di Pontedera e, nel riquadro, Maria Cristina Venturi

L’associazione Aned: il direttore Asl rispetti gli impegni che il suo predecessore non ha saputo mantenere

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PONTEDERA. Ogni promessa è un debito. Così Maria Cristina Venturi, consigliere regionale Aned, associazione nazionale dialisi e trapianto) interviene pubblicamente per ricordare al nuovo direttore generale dell’Asl Mauro Maccari che il suo predecessore, Rocco Damone, aveva promesso alla città di Pontedera e ai pazienti dializzati che sarebbe stato realizzato una nuova struttura per il nuovo reparto di emodialisi. Così non è stato. Il progetto non c’è. In Regione non c’è alcuna traccia di uno stanziamento per finanziare questo intervento. Intanto i lavori di manutenzione del vecchio centro dialisi vanno avanti e i pazienti hanno a disposizione, per tutta la durata del cantiere, una struttura modulare. «Ora che siamo in campagna elettorale – dice Venturi – mi piace ricordare al sindaco, Simone Millozzi e allo stesso dottor Damone che gli impegni presi per Pontedera e l’ospedale Lotti non sono stati mantenuti. Quanto affermo, in relazione alla nuova emodialisi, è la realtà dei fatti. Esiste concretamente da diversi anni un progetto di fattibilità, che fu confermato anche dal presidente Enrico Rossi nell'ultima sua visita all'ospedale Lotti il 29 novembre 2013, dove riaffermava che sarebbe dovuto nascere nel padiglione dì Medicina 2 al piano secondo dell'ospedale». Critiche che Venturi mette nero su bianco anche in una lettera scritta all’attuale dg dell’Asl 5 di Pisa.

Dal canto suo anche Damone ha sempre confermato l'impegno a deliberare, entro fine del 2014, l'avvio delle procedure necessarie all'iter per effettuare le gare d'appalto per i lavori del nuovo centro. La rappresentante regionale Aned (dialisi e trapianto) chiede al dottor Maccari di convocare un incontro per sentire ufficialmente se l'azienda Asl intende confermare e mantenere gli impegni presi. Si sollecitano fatti concreti.

«Voglio invitare l’Asl a riflettere su un altro fatto, a nostro avviso molto grave, già peraltro segnalato da oltre sei mesi, in tutti i vari incontri, che rischia di mettere a repentaglio, sia la qualità della vita dei pazienti sia addirittura la vita stessa dei trapiantati e dializzati», aggiunge Venturi. Il riferimento riguarda i controlli obbligatori, con i relativi esami del sangue e diagnostici, per le verifiche periodiche sull'organo ricevuto: controlli vitali, si può dire.

«Un trapiantato che ha bisogno di fare un percorso di accertamenti sanitari, non può essere gestito in maniera ordinaria come un normale utente che sì reca al Cup seguendo la prassi normale di accesso ai servizi. Spesso ai trapiantati viene detto che le liste sono chiuse. Non ci sono cioè date disponibili per gli appuntamenti. Questo non è accettabile, per l'altissimo rischio a cui quotidianamente sono soggetti; questi rischi partono dal danno più alto che quello della perdita della vita ad uno molto materiale, il danno economico, visto che un trapiantato che perde l'organo rientra fra i dializzati con un notevole aggravio di costi per la collettività e per un insulto psicologico per il paziente». La lettera è indirizzata all’Asl ma l’associazione dialisi e trapianto chiede anche al sindaco di Pontedera di fare la sua parte per garantire il rispetto degli impegni presi a suo tempo dall’Asl.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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