Il Tirreno

Pontedera

«Urlava ti ammazzo mentre mi bastonava»

di Sabrina Chiellini
«Urlava ti ammazzo mentre mi bastonava»

Perignano, parla la donna massacrata di botte dal marito geloso: non lasciatemi sola. Dal letto dell’ospedale racconta: «Sono viva perché sono riuscita a fuggire»

4 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «Non lasciatemi sola. Voglio che tutti sappiano cosa mio marito ha fatto. Voleva ammazzarmi. Ho paura, non voglio fare la fine di tante donne uccise per gelosia dai loro mariti, dai padri dei loro figli. Temo anche per i miei ragazzi. Se sono salva è solo perché sono riuscita a fuggire. Non voglio che mio marito torni a casa. Non voglio neanche vederlo».

Racconta dettagli, fa nomi, mostra ferite. Ha 45 anni e fa l’operaia. Parla senza timore di mostrarsi, di dire chi è, che segnalare al mondo quello che le è stato fatto e quanto ha sofferto. Pubblichiamo solo una parte di quello che rivela, nell’intento di tutelare un soggetto minorenne - uno dei tre figli - e di rispettare anche lei. È stata aggredita dal marito nella loro casa nel Comune di Casciana Terme Lari, è ricoverata all’ospedale Lotti di Pontedera. I suoi lunghi capelli neri sono stati straziati dalle forbici che il marito, mosso dalla voglia di vendetta, ha tirato fuori da un cassetto, nella loro stanza da letto. Ha un occhio nero, graffi ed ematomi su tutto il corpo, un taglio profondo al sopracciglio dell’occhio sinistro, medicato con 5 punti di sutura, una ferita alla mano a cui sono stati applicati altri due punti, una sul labbro, il setto nasale rotto.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.11483762:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/05/24/news/picchia-la-moglie-con-un-bastone-arrestato-1.11483762]]

Oltre a questi segni visibili ci sono quelli interiori, più difficili da raccontare, impossibili da cancellare. Lei, la vittima dell’ennesima storia di maltrattamenti in famiglia, scopre senza timore i segni delle percosse rimasti su tutto il suo corpo. Intorno a lei, vicino al letto dell’ospedale, ci sono i familiari, un figlio. «Non voglio nemmeno sentire dire che mi ha picchiato perché ho un’altra storia. Non lo accetto, lo trovo offensivo, mi ribello a certi pregiudizi».

Dice di temere la violenza del marito ma non ha paura di affrontare la verità. «Il nostro matrimonio è finito da tempo. Ma lui, che lavorava nell’edilizia, ha perso il lavoro e non è riuscito a trovarne un altro. Esce la mattina e torna il pomeriggio, io non gli domando mai nulla. Ho un lavoro in una cooperativa di pulizie. Cerco con il mio stipendio di mandare avanti la famiglia. Non gli ho mai chiesto di andare via da casa nostra perché capisco la situazione in cui si trova ed è sempre il padre dei miei figli. Il nostro matrimonio è finito. Sono cose che capitano. Lui, mio marito, è geloso. Sa che vedo un altro uomo, o lo ha scoperto proprio in questi giorni. Non lo so. E non voglio saperlo».

Sabato, nel primo pomeriggio, la donna è tornata a casa. Aveva una leggera febbre. «Sono entrata, ci siamo salutati e poi sono andata nella camera da letto. Mio marito mi ha seguito, ha chiuso la porta di camera. Il buio. E’ salito sul letto, mi ha immobilizzato con le gambe. Aveva preparato le forbici e il manico in pvc di un martello che ho visto tante volte in casa. Appena l’ho visto in quello stato ho pensato che volesse uccidermi. “Non mi vorrai ammazzare...” ero spaventata. Prima mi ha tagliato i capelli, voleva umiliarmi. Poi ha cominciato a prendermi a pugni, mi ha percosso con il bastone di plastica. Più gli chiedevo di smettere e più lui gridava che mi avrebbe ammazzato. “Ti ammazzo, ti ammazzo”». C’è stata una colluttazione mentre la mamma si divincolava, cercava di sfuggire a quella presa violenta. «Non so ancora come ma sono riuscita a uscire di casa, ho chiesto aiuto a una mia vicina, insieme abbiamo chiamato i carabinieri e l’ambulanza. Ma senza i carabinieri non sarei mai andata all’ospedale. Ho paura. Non voglio morire. E non temo il giudizio delle persone, posso mettere il mio nome e la mia foto su tutti i giornali; non devo nascondermi». Ieri pomeriggio la donna non aveva ancora formalizzato la denuncia. «Aspetto i carabinieri, non cambio idea. Non voglio che mio marito torni a casa o si avvicini a noi. Ho cercato di aiutarlo, speravo che capisse. Invece non è andata così». La coppia aveva avuto altre discussioni ma non c’erano mai stati segnali di un malessere destinato ad esplodere fino alle estreme conseguenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa