Sicurezza
Già libero il marito violento, le associazioni: servono misure più restrittive
Pontedera, la Casa della donna interviene sulla vicenda della 45enne ricoverata al Lotti dopo le bastonate subite dall'uomo
PONTEDERA. È naturale chiedersi se di fronte a tanta brutalità la misura dell’allontanamento possa essere sufficiente. Se un limite spaziale di 150 metri possa davvero bastare per mettere al riparo la vittima. Lo abbiamo chiesto alla coordinatrice del Centro antiviolenza “Casa della Donna” di Pisa, associazione impegnata quotidianamente nel contrasto alla violenza di genere. «Non è facile – ci risponde Giovanna Zitiello – entrare nel merito delle decisioni della magistratura. L’allontanamento immediato rappresenta una misura importante, anche se nel caso specifico, dato che l’arresto è avvenuto in flagranza di reato si poteva ricorrere forse ad una misura più restrittiva. Bisogna anche ricordare, però, che gli uomini autori di violenza vengono quasi sempre scarcerati nell’arco di pochi giorni».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.11491673:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/05/25/news/urlava-ti-ammazzo-mentre-mi-bastonava-1.11491673]]
Più che una maggiore rigidità, fa capire Zitiello, servirebbe piuttosto una certa omogeneità nella decisioni della magistratura: «Si passa un po’ da un estremo all’altro. Ci sono casi in cui non viene presa nessuna misura di protezione e altri in cui l’intervento è abbastanza rapido. E questo crea grande sconcerto nella donna. È inutile – sottolinea Zitiello – insistere sull’importanze di sporgere denuncia se poi non c’è certezza su quello che accade dopo». Un’incertezza alla quale la “Casa della Donna” attribuisce proprio il calo di denunce registrato anche nel Pisano. «Di sicuro – riprende Zitello – i reati legati alla violenza di genere sono a rischio di recidiva, anche se è difficile stabilire una casistica precisa. La stessa misura dell’allontanamento può funzionare in alcuni casi, quando l’uomo percepisce un limite da non superare per non aggravare la propria posizione, mentre in altri risulta inutile. E allora è importante che sia la donna a prendere le dovute precauzioni».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.11483762:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/05/24/news/picchia-la-moglie-con-un-bastone-arrestato-1.11483762]]
Quel che è certo è che resta la paura, rimane il trauma fisico e soprattutto psicologico. «È un aspetto che viene spesso sottovalutato – dice Zitiello – Si tende a pensare che superato il trauma tutto torni come prima. Non è così: chi vive una situazione del genere è costretto poi a fare i conti con una serie di disturbi difficili da superare. È quindi fondamentale attivare ogni forma di aiuto, come i consultori e gli sportelli di ascolto, fornendo alla donna le indicazioni necessarie per sapere a chi rivolgersi». «E questo – prosegue – anche per non innescare un meccanismo di auto colpevolizzazione. La donna tende col tempo a sentirsi colpevole, vittima purtroppo di una cultura che ancora fatica a condannare la violenza domestica senza alcun tipo di giustificazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
