Il Tirreno

Pontedera

La disoccupazione frena ma colpisce i lavoratori “maturi”

I dati del centro per l’impiego di Santa Croce sull’Arno L’assunzione femminile è più bassa di quella provinciale

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Non è certo un quadro positivo quello che esce dai dati del Centro per l’impiego di Santa Croce. Dati che disegnano i contorni di un’emergenza lavoro che continua a crescere, seppur con percentuali più basse rispetto alla media provinciale. Una fame di lavoro spinta soprattutto dalla fascia dei cosiddetti lavoratori “maturi”, in un distretto che continua a fare ampio ricorso a contratti di lavoro somministrato. Sono questi gli elementi principali del report sull’attività condotta nel 2014 e nel primo bimestre 2015 dal Centro per l’impiego di Santa Croce, competente per i cinque Comuni del Valdarno. Numeri che fotografano una situazione parziale (limitata a coloro che scelgono di utilizzare i servizi del Centro) ma che sono comunque indicativi di un trend.

Caccia al lavoro. Il primo dato è l’aumento dei cosiddetti “disponibili”, vale a dire tutti coloro che si sono rivolti al Centro per trovare un’occupazione, sia disoccupati che inoccupati. Al 31 dicembre 2014, nei comuni del comprensorio, erano in tutto 12727 persone (di cui 5302 uomini e 7425 donne), cresciuti del 5% rispetto all’anno precedente, contro un incremento del 9,2% della media provinciale. Di questi, un quarto appartengono alla fascia d’età fra i 35 e i 44 anni, anche se a trainare l’incremento è soprattutto la fascia compresa tra 45 e 54.

Tipologie di contratto. Il flusso delle assunzioni, invece, da gennaio a dicembre 2014, segna per la zona del Cuoio un totale di 12573 contratti, di cui 8744 a tempo determinato. Di questi, a loro volta, ben 4464 sono contratti di tipo somministrato: un elemento costante degli ultimi anni, legato ovviamente alla discontinuità del livello di ordinativi. Da rilevare, inoltre, come nel Valdarno la percentuale di assunzioni al femminile sia più bassa del dato provinciale: appena il 36% contro il 48% di tutta la Provincia.

Interruzioni e proroghe. In modo speculare, del resto, le donne del Valdarno sono anche quelle che incassano meno cessazioni rispetto alle colleghe delle altre zone (34% contro il 46 della media provinciale). Complessivamente, i contratti cessati nel 2014 sono 5114. Un dato in positivo arriva invece dai contratti prorogati: in tutto 8012, di cui ben il 79% grazie ad aziende con sede a Santa Croce, che si conferma quindi il vero motore produttivo del comprensorio.

Gli esordi del 2015. I primi dati relativi al 2015, ancora in elaborazione, mostrano un altro (timidissimo) segnale in positivo: è quello relativo ai contratti a tempo indeterminato, che nel bimestre gennaio-febbraio segnano un aumento del 33% per gli uomini e del 30 per le donne rispetto allo stesso periodo del 2014. Per contro, le assunzioni a tempo determinato si riducono del 10%.

Il commento. «I dati dimostrano che il distretto sta rispondendo relativamente meglio pur in un quadro di generale difficoltà – commenta Gabriele Toti, sindaco di Castelfranco e consigliere provinciale con delega al lavoro – Purtroppo ci sono ancora situazioni che non aiutano, come la crisi in Russia, e che si aggiungono alle difficoltà di tutti i settori orientati al mercato interno. Oltre a questi dati, però, c’è anche una crisi che non fa “rumore”: è quella dei piccoli imprenditori, dei commercianti e liberi professionisti, per i quali la dimensione lavorativa coincide con quella personale. Un’emergenza da affrontare favorendo nuove forme di lavoro e incentivando chi è pronto a investire».

Giacomo Pelfer

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