Sicurezza
Ancora miasmi Waste sott’accusa
Proteste a Castelfranco nella zona della Francesca Nord L’assessore Grossi rassicura: «L’Arpat è subito intervenuta»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Il fenomeno delle maleodoranze non dà pace a Castelfranco di Sotto. A partire dalla giornata di mercoledì 20 maggio il paese è stato invaso da forti odori nauseabondi che hanno fatto storcere il naso - e lo stomaco - a molti cittadini. Le lamentele più accese giungono dai residenti a ridosso della via Provinciale Francesca Nord, vicino alle sede del Consorzio agrario: «L’odore pestifero ha iniziato a farsi sentire nella notte fra mercoledì e giovedì – ci dicono –. Sono fenomeni che si verificano soprattutto nelle ore notturne sotto forma di folate tremende, che si presentano improvvisamente ma passano altrettanto presto. Ci chiediamo perché questi eventi si verificano di notte. Viene da pensare che in queste ore ci siano meno controlli. Abbiamo sempre segnalato i fatti ad Arpat, perché prendesse provvedimenti immediati, ma negli ultimi tempi si sono dimostrati molto evasivi e abbiamo perso le speranze di avere risposte chiare». Diverso è il parere dell’amministrazione comunale, che assicura di avere un contatto diretto con l’agenzia che monitora la tutela ambientale. L’assessore all’ambiente, Federico Grossi afferma: «Ci siamo attivati già da mercoledì pomeriggio perché alcune aziende del territorio, vicine all’impianto Waste Recycling, ci hanno contattato a causa delle forti maleodoranze. Gli operai stessi minacciavano di interrompere i turni di lavoro. Arpat è così intervenuta venerdì sera presso l’impianto di smaltimento rifiuti per rimediare al malfunzionamento».
I problemi legati alla Waste, infatti, erano emersi già nei mesi scorsi: la causa della diffusione dei cattivi odori, in quel caso, era stata individuata nel deficit di ossigeno all’interno delle vasche di ossidazione destinate alla depurazione. «Quando l’ossigeno non è sufficiente, o per un carico eccessivo o per un tasso di inquinamento troppo elevato – ci spiega Grossi – si verifica un’incompleta ossidazione nelle vasche che provoca il fenomeno tanto spiacevole a cui abbiamo assistito. La Provincia però ha subito preso provvedimenti e ha imposto delle prescrizioni all’azienda, che dovrà presentare un preciso piano di ammodernamento per l’impianto di depurazione».
Elena Battaglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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