Sicurezza
L’unione non s’ha da fare Conciatori ancora divisi
Il presidente dell’associazione santacrocese durante l’assemblea annuale stoppa definitivamente l’ipotesi di fusione col consorzio di Ponte a Egola
SANTA CROCE. «Dobbiamo riscontrare con dispiacere che l’unione con Ponte a Egola non ha portato i frutti sperati». Con questa sintetica frase, il presidente di Assoconciatori, Franco Donati, pone la pietra tombale sul progetto di riunire i due maggiori enti della categoria conciaria toscana. Troppo distanti le due sponde del fiume Arno per mettere d’accordo imprenditori che fanno lo stesso lavoro, ma che non sono mai riusciti a convergere politicamente sulle scelte per gestire insieme il Distretto.
La frase di Donati, inserita sul finire della relazione letta davanti ai soci durante l’assemblea annuale dell’altro giorno disegna un futuro in cui Santa Croce e Ponte a Egola continueranno a marciare nella stessa direzione, ma parallelamente. Assoconciatori e Consorzio sono presenti in molte società collegate al settore conciario. Hanno rappresentanti nei vari consigli d’amministrazione che lavorano insieme a progetti e attività di aziende che si occupano dell’ambito ambientale, della ricerca e della formazione. Come ha spiegato più volte Michele Matteoli, presidente del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, «l’unione è già realtà, anche se le idee tra i due enti sono spesso diverse». Di fatto, però, non c’è quasi mai intesa su quello che è ritenuto l’elemento che manca al distretto conciario toscano, anche dal presidente della Regione, Enrico Rossi: l’associazione unica.
Così si è andati avanti tra annunci di fusione e smentite successive, passando attraverso screzi (nessun responsabile di Assoconciatori era presente, per esempio, alla cena al Consorzio in cui era ospite il ministro per i rapporti con il parlamento, Maria Elena Boschi) e incomprensioni. Fino alle parole di Donati che non sembrano lasciare grande spazio a sviluppi positivi per il futuro. (a.q.)
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