Il Tirreno

Pontedera

Il sogno di un posto si coltiva in 3 minuti, in fila da Burger King

di Andreas Quirici
Il sogno di un posto si coltiva in 3 minuti, in fila da Burger King

Primi colloqui diretti per scegliere il personale del fast food che aprirà in città (alla Galleria del Cineplex) il 4 luglio

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PONTEDERA. "In due o tre minuti, parlami di te". Comincia così il colloquio dei 150 selezionati tra i 1.800 curriculum inviati per essere assunti nel Burger King al Cineplex di Pontedera che aprirà il 4 luglio. Un piccolo esercito di aspiranti venditori di panini, ma anche manager del fast food, a cui si sono aggiunte decine di ragazzi con la loro storia scritta su carta in mano, invitati dall'azienda a presentarsi ai colloqui, malgrado non avessero superato la selezione iniziale. Tutti arrivati da ogni parte della Toscana. Qualcuno è giunto a mezzogiorno, malgrado l'orario fissato fosse le 15. Un pomeriggio di interviste alla multisala, a cui hanno partecipato anche persone di 40 anni e oltre, malgrado il limite indicato negli annunci di selezione di 29 anni.

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In cerca della svolta. «In realtà non esiste un limite vero e proprio - dice una ragazza dello staff di selezione, felpa blu con cappuccio e il logo della società americana in bella vista - Possiamo prendere anche 35enni con una grande esperienza. Magari per il ruolo di manager».

A questo puntano persone più in là con gli anni, come Caterina Sorino, 48enne di Pontedera, selezionata fra i 150: «Spero proprio che conti l'esperienza, che ne ho in abbondanza nel settore, più dell'età».

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In generale, però, chi è in fila con un numero sul petto davanti al gazebo in cui sei esaminatori chiamano i candidati, ha meno di trent'anni e cerca un lavoro o maggiore stabilità. Come Alessandro Gallo Amos, 23 anni di Prato, ma originario di Forcoli: «Ho inviato il curriculum, ma non sono stato richiamato. Po ho saputo che c'era la possibilità di presentarsi comunque e sono venuto. Cerco un lavoro da sei anni, avendo trovato solo posti al nero in bar e dopo aver rinunciato al progetto di aprire una paninoteca». Insieme a lui c'è Amarildo Bullari della Rotta. Studente di informatica, ma aspirante lavoratore nel settore della ristorazione, perché, come dirà poi al colloquio, «la strada dei computer l'ho presa per far felici i genitori, ma a me piace stare a contatto col pubblico e vivere in un ambiente dove si prepara il cibo».

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Inesorabile selezione. I colloqui durano circa dieci minuti. Ma possono essere anche di molto meno tempo se il candidato viene ritenuto non idoneo. A uno dei tavoli sotto il bancone si siedono un ragazzo e una ragazza, davanti ad altrettanti selezionatori. Lei chiacchiera e racconta di essere attualmente impiegata in una pizzeria di Santa Croce sull'Arno, ma che vuol cambiare perché non si trova più a suo agio. L'altro, invece, racconta di aver cambiato molti lavori, tra cui anche alcuni in agriturismi. Dopo pochi minuti, la 24enne continua a rispondere a domande come "cosa conosci di Burger King" o "sei disposta a lavorare su turni". Il suo coetaneo, invece, si alza e se ne va, invitato dall'esperta in risorse umane a lasciare la sedia a un'altra persona. «Se vediamo che il candidato non è idoneo lo stoppiamo e passiamo a un altro - racconta una esaminatrice - Spesso abbiamo a che fare con ragazzi che hanno cambiato troppi lavori e che non hanno le idee chiare. A quel punto preferiamo evitare di proseguire».

Sorriso amaro. Una selezione col sorriso sulle labbra, in un clima disteso e tranquillo. Ma da cui in molti (forse troppi), si aspettano il cambio di vita repentino. E dire che si tratta di un lavoro che prevede assunzioni part time a 18 o 24 ore settimanali a tempo determinato di due o tre mesi, rinnovabili fino a un massimo di cinque volte. «Poi, o si è particolarmente bravi, o il rapporto s'interrompe» dice una delle esaminatrici prima di gridare, "avanti un altro!!!".

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