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«Che fine ha fatto l’Unione dei Comuni?»

«Che fine ha fatto l’Unione dei Comuni?»

La Cna torna a parlare del progetto che semplificherebbe la burocrazia favorendo le imprese

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SANTA CROCE. «Che fine ha fatto l’Unione dei Comuni?». A chiederselo stavolta è la Cna del Cuoio, che proprio nel progetto dell’Unione aveva creduto come strumento per semplificare burocrazia e procedure a tutto vantaggio delle imprese.

Da più di un anno, invece, il progetto sembra essersi arenato, e sconta adesso anche la partita legata alla riforma delle Asl, con il Valdarno chiamato a scegliere tra la futura Area vasta della Toscana centrale (che ruoterà su Firenze) e l’Area vasta costiera che avrà il suo centro su Pisa. Una scelta che per Cna pende tutta a favore dell’area pisana. «Anche se occorre che i sindaci facciano chiarezza e decidano», dice il presidente della Cna del Cuoio Roberto Marzini. «Nel febbraio 2014 - ricorda - avevamo organizzato una tavola rotonda sull’Unione credendo che sarebbe stata operativa in tempi brevi. L’auspicio era quello di superare quella frammentazione che ancora complica la vita delle imprese: è assurdo che ogni Comune abbia un proprio regolamento urbanistico e gestisca da solo gli appalti. Invitiamo pertanto i Comuni a portare avanti con decisione questa iniziativa».

Un appello che si lega alla questione delle Asl, «sulla quale si avvertono segnali contrastanti - dice Marzini, assessore al Comune di Montopoli - I nostri quattro Comuni, per ragioni storiche e geografiche, hanno sempre guardato verso l’area pisana e la costa, senza nulla a che vedere con l’area metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia di cui il Valdarno sarebbe solo una lontana Cenerentola. Il riordino delle Asl, quindi, deve essere l’occasione per ricongiungere la nostra zona all’area pisana. È un punto sul quale ci batteremo con forza».

Secondo Cna, infatti, la partita è più che mai determinante per il ruolo dell’intero distretto e per la sorte delle imprese, in una fase economica che comunque resta complicata. Pur con un leggero aumento dei contratti a tempo indeterminato, infatti, i dati Cna per la Provincia di Pisa segnalano un calo di 70 imprese nel 2014 e di altre 93 nei primi tre mesi del 2015, con una crisi profonda per l’edilizia e una lenta scomparsa (per quanto riguarda il Cuoio) delle piccole aziende conciarie a gestione familiare. Unici settori con il segno più sono quello alimentare e i servizi. (g.p.)

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