Lutto
Che figura: s’inaugura largo Caponnetto ma manca una “n”
Il cognome del magistrato riportato in modo errato nel cartello. La vedova non sembra essersi accorta dello strafalcione
CASCINA. Per fortuna, almeno sul momento se ne sono accorti in pochi. Ma il cartello che è stato installato dal Comune di Cascina prima dell'inaugurazione della stele che ricorda il magistrato Antonino Caponnetto, nell'omonimo largo intitolato al giudice che mise in piedi il pool antimafia di Palermo, riporta il cognome del giudice con una “n” in meno. Caponetto e non Caponnetto.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli, l'assessore alla legalità Fernando Mellea, i rappresentanti della Guardia di finanza, dei carabinieri, Manuela Manetti del Centro culturale Manetti e Massimiliano Luzzi, l'artista del vetro che ha ideato la stele. A scoprire l'opera è stata Elisabetta Caponnetto, vedova di Antonino, accompagnata da Domenico Bilotta, responsabile scuola della Fondazione Caponnetto di Firenze.
La stele, posizionata nei giardini pubblici di via Cei, riporta la frase del giudice “La mafia teme la scuola più della giustizia. L'istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. E tanti sono stati appunto i ragazzi delle scuole presenti all'inaugurazione: c'erano gli studenti della classe seconda B della scuola media di San Frediano, della terza E e della seconda D della scuola media Pascoli di Cascina e della quinta A della scuola primaria Don Gnocchi di San Lorenzo alle Corti. E poi una delegazione della scuola media di Casciavola, una classe della scuola dell'infanzia comunale “Il Girotondo” di Cascina e una rappresentanza dell'istituto di istruzione superiore Pesenti di Cascina.
Al momento di scoprire il cartello con l'indicazione del nuovo nome dello slargo vicino alla Coop di Cascina e a via Cei, un dipendente comunale si è accorto dello strafalcione contenuto nel cognome di Caponnetto. Lo ha segnalato al sindaco e l'attenzione è stata subito deviata sulla stele anziché sul cartello stradale, che poi successivamente è stato corretto.
Resta però il fatto che alcuni cittadini lo hanno notato e anche se il sindaco ha dato immediate disposizioni di sostituire la segnaletica stradale, al momento della cerimonia l'infelice cartello è rimasto al suo posto. La moglie del giudice, già cittadina onoraria di Cascina, se anche si fosse accorta dell'errore non lo ha dato a vedere. Con lei il Comune correrà ovviamente ai ripari e si scuserà. Ma un controllo preventivo avrebbe comunque evitato la brutta figura.
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