Il Tirreno

Pontedera

Nel mirino dei criminali le società in difficoltà

di Tommaso Silvi
Nel mirino dei criminali le società in difficoltà

Parla Bini, il pontederese che analizza i flussi delle giocate andando a caccia delle presunte partite combinate. I maggiori sospetti su Grosseto-Santarcangelo

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PONTEDERA. «In Lega Pro c'è una formazione che nel campionato in corso ha perso 4 partite volontariamente. Gli artefici potrebbero essere alcuni giocatori, pagati per far perdere la propria squadra. I soggetti criminali prendono di mira società in difficoltà economica, promettendo facili guadagni attraverso il mondo delle scommesse. Bisogna tenere sempre gli occhi aperti, altrimenti la situazione rischia di degenerare». Era il 5 febbraio scorso e Giuseppe Bini si “sbottonava” sulle pagine del Tirreno. Il 36enne pontederese da 4 anni opera nel mondo delle scommesse: per un periodo ha lavorato alla dipendenze di un bookmaker austriaco e successivamente per Federbet, associazione no-profit che si attiva ogni volta che si verificano movimenti sospetti attorno a un evento sportivo denunciando le anomalie prima ai soggetti interessati e successivamente alle forze dell'ordine. Analizzando i flussi di scommesse, infatti, i manager Federbet riescono spesso a individuare in anticipo gli incontri combinati.

Ieri mattina la Procura della Repubblica di Catanzaro ha fatto irruzione a gamba tesa nei campionati di Lega Pro e serie D arrestando decine di persone tra giocatori, dirigenti, allenatori e presidenti. Tutti avrebbero contribuito a “truccare” gli incontri delle rispettive squadre. Sotto osservazione 28 partite di Lega Pro, tra cui L’Aquila-Tuttocuoio del 25 marzo scorso. Giuseppe Bini ha analizzato per noi i flussi di scommesse su quella gara. «Non ci sono state somme esageratamente cospicue giocate su un determinato esito. Credo che la partita sia finita tra quelle sospette per la serialità con cui L’Aquila si è resa protagonista durante il campionato di incontri “strani”, in cui ci sono state delle impennate anomale nelle giocate. La partita col Tuttocuoio non presenta nessuna variazione degna di rilievo». Bini è un vero e proprio segugio del “betting”, analizzando ogni numero alla ricerca di un indizio. E nei mesi scorsi aveva notato più di una stranezza. «Era evidente che alcune formazioni stessero giocando sporco. Federbet due mesi fa ha denunciato la Pro Patria alla Procura di Busto Arsizio fornendo un dossier su 4 partite sospette. In Grosseto-Santarcangelo (nella lista dei 28 match di Lega Pro sotto osservazione) si è assistito, durante la partita, a un crollo verticale del segno “1”, sintomo che in molti stavano scommettendo grossi importi sulla vittoria del Grosseto, che poi è arrivata per 1-0».

Lo 007 delle scommesse, che da febbraio scorso ha scelto di mettersi in proprio fornendo assistenza alle società sportive interessate affinché non si trovino invischiate in incontri “taroccati”, chiude rivelando le cifre del giro d’affari: «Su una partita di Lega Pro vengono scommessi in media 200mila euro, 15 milioni su una di serie B e fino a 150 milioni su un match di serie A. Molte giocate partono dall’Asia, in quanto è più facile eliminare la tracciabilità del denaro investito. Il sistema calcistico italiano resta uno tra i più facilmente corruttibili. Non mi sorprenderei se a breve si verificasse un “terremoto” anche in serie A e B».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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