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Pontedera

il processo

Sputò ad un carabiniere, condannata a sei mesi

Sputò ad un carabiniere, condannata a sei mesi

Successe durante una lite in strada. L’accusa era anche di tentate lesioni: la donna (49 anni di Pontedera) è affetta da epatite B e C

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PONTEDERA. Sputare in faccia a un carabiniere costa sei mesi di reclusione. È la sentenza inflitta a una 49enne di Pontedera (omettiamo il nome per la patologia di cui è affetta) che è stata condannata per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, mentre è stata assolta per tentate lesioni. L'imputata è stata anche condannata a saldare le spese legali della parte offesa e a risarcire il danno che verrà stabilito in sede civile.

Lo sputo aveva fatto scattare nel rinvio a giudizio anche l'accusa di tentate lesioni perché la donna è affetta da epatite B e C. La saliva era finita negli occhi di un carabiniere durante una lite in strada tra la 49enne e quattro militari della stazione di Navacchio.

L'episodio, avvenuto il 3 giugno 2011 a Pontedera, è stato definito in Tribunale con il rito abbreviato chiesto dal legale dell'imputata, l'avvocato Andrea Di Giuliomaria. Dei quattro militari solo uno si era costituito parte civile assistito dall'avvocato Maria Concetta Gugliotta. Quello che aveva ricevuto lo sputo. Poco dopo essere stata fermata per un controllo la donna si era arrabbiata contro gli uomini in divisa. “Siete delle teste di c...., non contate nulla, ve la faccio pagare, non siete nessuno, vi faccio un c..o così”. Apprezzamenti accompagnati al rifiuto di farsi identificare. Alla contestazione delle lesioni si è arrivati quando la 49enne, stando all'accusa, sputò negli occhi a un carabiniere “compiendo atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare allo stesso malattie infettive, non riuscendo nell'intento in quanto il soggetto non veniva contagiato”.

Ma prima di avere la certezza di non aver contratto malattie, il carabiniere è stato costretto a sottoporsi a cure e analisi, compresa quella dell'Hiv, fino a che non ha avuto conferma che il suo stato di salute non era stato compromesso dall'aggressione salivare. Di qui l'assoluzione per il reato di tentate lesioni a carico della donna. Non gli avrà procurato conseguenze sanitarie, ma il gesto nei confronti del militare per il Tribunale andava comunque sanzionato con sei mesi di reclusione.

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