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Sanità

Soccorsi rallentati, esplode la protesta dei cittadini a Lari

Sabrina Chiellini

Durante un intervento per curare un architetto che si era gravemente ferito a una mano. L'ambulanza del posto ha dovuto attendere il medico da Peccioli. E' polemica sul servizio

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LARI. Drammatici soccorsi la mattina del 17 lungo la strada principale del paese di Lari. Un architetto di 65 anni, residente in via del Castello, si è gravemente ferito a una mano mentre lavorava con un flessibile. Le sue grida sono state sentite dai vicini, erano circa le 9.30, che sono immediatamente accorsi sul posto e hanno chiamato il 118 di Pisa. Dalla centrale dell'emergenza è stata inviata un'ambulanza della Misericordia di Lari che in pochi minuti era sul posto e ha provveduto a stabilizzare il paziente, che ha problemi di salute e assume medicinali specifici. Da questo momento però gli animi si sono esasperati.

L'ambulanza era pronta a partire ma dalla centrale del 118 hanno dato precise disposizioni di attendere il medico che doveva arrivare da Peccioli con l'automedica. I 15-20 minuti successivi, quelli dell'attesa, sono stati difficili da comprendere per i cittadini che hanno cominciato a protestare, chiedendo le ragioni di quel rallentamento nel soccorso. E' poi scoppiata la polemica, anche sui social network, per la gestione del soccorso. Il paziente è poi stato affidato alle cure del medico in un punto di incontro che è stato stabilito davanti alla sede del distaccamento volontario dei vigili del fuoco. "Non comprendiamo l'esigenza di avere rallentato l'ambulanza _ dice un cittadino, Giorgio Salvadori _ il ferito poteva essere tranquillamente trasportato dall'ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale Lotti di Pontedera. Invece con una certa rigidità è stato deciso diversamente. Poteva anche essere organizzato un rendez-vous lungo una delle strade più vicine a Pontedera e facilmente raggiungibili da Peccioli. Vogliamo segnalare questo problema perché chi ne ha la competenza possa intervenire e porre rimedio".

L'architetto ferito è poi stato trasportato a Firenze in un centro specializzato nella chirurgia della mano.

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