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Crisi Smith, il grido degli operai: "Fate presto"

Andreas Quirici
Crisi Smith, il grido degli operai: "Fate presto"

Pagni (Rsu): "La trattativa può durare per legge 75 giorni. È passato quasi un mese senza alcun risultato concreto"

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VOLTERRA. “Fate presto”. Il grido si leva all’unisono dall’intera Valdicecina. È il messaggio rivolto dal sindaco di Volterra, Marco Buselli, a Regione e Ministero dello Sviluppo Economico in merito all'incontro tra le istituzioni e l'amministratore delegato di Smith, Giuseppe Muzzi. Ma è anche il grido che lancia Andrea Pagni della Rsu dell'azienda di Saline. E il sindacalista ne ha molti di motivi per chiedere di accelerare i tempi per l'inizio del tavolo nazionale sulla vertenza.

«Ben 193 motivi – dice –. Proprio il numero dei lavoratori che rischiano il posto e che vedono passare il tempo senza che nessun passo in avanti concreto venga fatto verso una maggiore chiarezza sul loro futuro. Se la situazione continua a essere questa non so cosa potrà succedere».

Il punto di vista di Pagni è quello di un operaio che vive gli stessi sentimenti di frustrazione e rabbia dei suoi compagni. Ma che, al tempo stesso, è obbligato a rimanere calmo per gestire un momento che sembra non finire mai. Dovendo, poi, relazionarsi con un mondo, quello istituzionale, che non rischia certo di rimanere senza stipendio tra 54 giorni. «È proprio questo il punto – riprende Pagni –. Per legge la trattativa può durare 75 giorni. Ne sono già passati 21 e non vediamo ancora nessuna luce che ci indichi l'uscita dal tunnel. La paura più grande che abbiamo è quella di rimanere vittime di giochi diplomatici e di potere senza riuscire a incidere. E questo sta creando notevoli tensioni tra i lavoratori».

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L'assaggio del clima rovente che serpeggia tra gli operai della Smith Bits si è avuto pochi giorni fa, quando una foto di gruppo negata dall'azienda davanti a un nuovo scalpello prodotto, con i dipendenti che volevano farsi riprendere con una bandiera italiana e dei cartelli contro la chiusura, ha scatenato otto ore di sciopero e il blocco della fabbrica. Poi, la tensione è salita con la convocazione del tavolo nazionale poi rinviato solo perché la data indicata da Ministero e Regione non era stata concordata con l’ad Muzzi.

«È chiaro che le schermaglie istituzionali e dirigenziali hanno un loro corso – dice ancora l'esponente della Rsu – ma in mezzo a questi giochi ci sono gli operai con le loro famiglie e un intero territorio che ha paura di perdere tempo in una vertenza che, invece, ha una scadenza ben precisa. Se le parti, come sembra, si incontreranno tra una settimana, sarà già passato un mese dall'apertura della procedura di mobilità. Un periodo lunghissimo in cui non è successo praticamente nulla. E chiedere ai lavoratori di stare calmi e avere pazienza diventa sempre più difficile».

Lunedì 18 maggio gli operai si riuniranno in assemblea alle 14 per discutere della situazione e valutare cosa fare, mentre istituzioni e azienda si mettono d'accordo per trovare una data utile per l'incontro. La convergenza delle rispettive agende avverrà tra domani e martedì, con Muzzi atteso al rientro in Italia dagli Stati Uniti per mercoledì o giovedì. La riunione, quindi, stando alle parole dell'assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, potrebbe svolgersi già venerdì o nei giorni immediatamente successivi. «Tempi, ovviamente, definiti “tecnici” – conclude Pagni – ma che agli operai non fanno altro che far salire la paura di perdere il posto di lavoro. E in questo clima gestire gli animi è un lavoro problematico ogni giorno di più».

 

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