Sicurezza
Ci si prepara al botto dell’Unione Valdera Personale ai Comuni
Delibera d’impegno da parte della giunta. Ma vota contro il sindaco di Peccioli e si astiene il suo collega di Chianni
PONTEDERA. C’è una delibera, passata dalla giunta dell’Unione dei Comuni della Valdera, che ha provocato un nuovo scricchiolio politico e nella maggioranza ha incassato il no secco del sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, e l’astensione del primo cittadino di Chianni, Giacomo Tarrini. In sostanza i sindaci dei Comuni aderenti all'Unione e il presidente dell'Unione si impegnano formalmente, in caso di scioglimento dell'Unione, a immettere nell’organico dei singoli Comuni la quota di personale assunto direttamente dall’Unione, “risultante in organico alla data di scioglimento, come indicata nel piano di ricollocazione predisposto dalla direzione generale e approvato dalla giunta, nei limiti dell'ammontare di spesa di personale attribuita dall'Unione a ogni singolo Comune risultante dall'ultimo consuntivo approvato, da cui andrà dedotta la quota di spesa corrispondente al personale trasferito all’Unione dal singolo Comune (che rientrerà nella dotazione organica del Comune di provenienza in ossequio al dettato normativo e alla specifica previsione statutaria)". A richiedere questo impegno erano stati i sindacati che in qualche modo volevano garantire i dipendenti, almeno una ventina, che sono stati assunti dall’Unione con varie procedure. Macelloni ha detto chiaramente che non era d’accordo con questa impostazione che, a suo avviso, stride con quella che è la situazione del mercato del lavoro e con quanto sta succedendo per i dipendenti delle Province. Anche il consigliere della Lista Civica Indipendente di Pontedera, Alessandro Puccinelli, non risparmia critiche all’atto votato da otto sindaci. «Al di là del fatto che lavorare nel pubblico vuol dire avere già una bella sicurezza rispetto a chi opera nel privato (è già capitato che lavoratori si recassero sul posto di lavoro e trovassero la fabbrica semplicemente chiusa e tutti a casa!), sovvengono un paio di ragionamenti. Il primo è che questo atto potrebbe in qualche modo far ipotizzare che l'Unione corra il rischio di "saltare", altrimenti perché solo adesso verrebbe fatto?». Insomma, è il caso di riflettere oltre. «A che punto è l'Unione dei Comuni della Valdera e dove sta andando? Qualcuno ce lo vuole dire chiaramente? La seconda riflessione è sull'ipocrisia di tale atto e sulla presa in giro generale. Nel caso davvero l'Unione saltasse, chi riassorbirebbe i lavoratori? Quali Comuni ed in che misura si dovrebbero accollare il personale pensando, poi, anche alle specifiche competenze che possono avere le persone e necessitare i Comuni? Ma se già adesso si fa fatica a riassorbire i dipendenti provinciali in esubero rispetto alla ridefinizione delle Province...».
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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