La manifestazione
In tanti ora rinunciano all’edificabilità dei terreni
È uno dei tanti effetti della crisi nel comune di San Miniato. In passato erano considerati una fortuna, oggi una tassa annuale di cui sbarazzarsi presto
SAN MINIATO. In un tempo non troppo lontano avere un fazzoletto di terra edificabile era considerata una fortuna. Come un investimento comodo e sicuro da tenere a portata di mano per il futuro.
Negli ultimi anni, invece, quello stesso terreno è diventato spesso un peso di cui sbarazzarsi, una tassa annuale di cui in molti preferiscono fare a meno. Tanto da chiedere appuntamento con il sindaco per rinunciare all’edificabilità e smettere così di versare la relativa Imu.
«Sono tanti i cittadini che vantavano un piccolo appezzamento edificabile, magari nei pressi dell’abitazione – racconta il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini – e che negli ultimi tempi sono venuti a chiedermi di rinunciare per non pagare più».
Un segno dei tempi insomma. Uno dei tanti che il primo cittadino di San Miniato ha raccolto negli ultimi mesi attraverso un tour nelle frazioni del comune e le decine di incontri con i cittadini.
A colloquio col sindaco. Una consuetudine, per Gabbanini, quella di uscire dalle stanze del municipio per “vagliare” il territorio.
Da qui l’idea di un giro nelle frazioni, effettuato in 16 pomeriggi da metà gennaio a metà marzo, con colloqui sia individuali che in assemblea, a cui si è aggiunta recentemente anche l’iniziativa “Un caffè col sindaco”. «In tre mesi – racconta Gabbanini – ho incontrato quasi 500 persone».
Le richieste. Al centro dell’attenzione, negli incontri dedicati alle frazioni, piccoli e grandi problemi del paese, ma sempre con richieste ragionevoli e di buon senso. «I cittadini sono consapevoli delle nostre difficoltà – dice il sindaco –. Conoscono i problemi e quindi si limitano a chiedere interventi di piccola manutenzione: dalla buca nella strada al lampione passando per il verde pubblico».
L’emergenza lavoro. La stragrande maggioranza dei colloqui, però, ha riguardato soprattutto problemi privati e personali. Problemi riconducibili quasi sempre alla perdita o alla mancanza di lavoro. «È stato quello il tema principale – prosegue Gabbanini –. Ho incontro persone anziane che si trovano costrette ad aiutare i figli già sposati. Persone che hanno fatto delle scelte, magari con il mutuo da pagare e che a causa della perdita del lavoro devono ricorrere al sostegno dei genitori. Di fronte a tutte queste situazioni resto molto dubbioso quando sento parlare di ripresa».
Bollette insostenibili. In tanti, del resto, hanno approfittato dei colloqui col sindaco per lamentare la difficoltà a saldare le bollette. E nella scelta tra cosa pagare e cosa rinviare si preferisce sempre sacrificare quelle comunali. «Perché è chiaro che non possiamo interrompere servizi come la mensa, l’asilo o il trasporto scolastico a chi non ha pagato – commenta il primo cittadino –. Eppure sono in tanti a lamentare queste difficoltà, non più cittadini extracomunitari ma soprattutto italiani, che con grande imbarazzo confessano per la prima volta di non farcela».
Le verifiche. Allo stesso tempo, però, l’amministrazione è decisa a mettere ordine, provando a tracciare un quadro di tutte le tasse non versate nel corso degli anni. «Dallo scorso settembre – fa sapere Gabbanini – abbiamo un avvocato che sta lavorando a una verifica complessiva. Al momento abbiamo inviato alcuni solleciti». Pochi mesi fa, del resto, il censimento per l’introduzione del porta a porta a San Miniato Basso aveva fatto emergere una serie di aziende sconosciute a Geofor. «Adesso – aggiunge Gabbanini – credo con l’arrivo del porta a porta a Ponte a Egola potranno esserci altre sorprese».
Il regolamento urbanistico. Infine, tra i temi che hanno interessato i cittadini negli incontri di frazione, anche il nuovo regolamento urbanistico, «la cui approvazione – annuncia Gabbanini – arriverà in consiglio comunale entro la fine di giungo».
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