Il Tirreno

Pontedera

Ranieri, custode cascinese della Mille Miglia

di Cristiano Marcacci
Ranieri, custode cascinese della Mille Miglia

Bargagna, oggi novantaduenne, partecipò all’edizione del 1947, la prima del dopoguerra

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Passa la leggendaria Mille Miglia, che Enzo Ferrari definì “la corsa più bella del mondo”. Transita dalla provincia di Pisa e si ferma a Cascina, dove gli appassionati di auto storiche sono pronti a compiere un bel salto all’indietro. Un cascinese in particolare non vede l’ora di arrivare a sabato: si chiama Ranieri Bargagna e ha 92 anni. L’altro giorno il sindaco di Cascina Alessio Antonelli, grande appassionato di motori e ferrarista nel sangue, l’ha ricevuto in municipio. Insieme hanno aperto l’enciclopedia della competizione della Freccia Rossa. E chi è possibile trovare tra i partenti dell’edizione del 1947, la prima del dopoguerra?

Proprio lui, Ranieri Bargagna, motorista stimatissimo in tempo di guerra e autista di camion («Nella mia vita – ci ha detto – ho finito ben cinque camion in giro per l’Italia»). Ranieri era in gara con il suo cognato Lando Barsotti e avevano il numero 123. Erano in ottima compagnia: Nuvolari aveva il 119, Taruffi il 101 e Villoresi il 145. La loro vettura era addirittura un residuato bellico abbandonato dall’esercito tedesco, una Bmw 2000 con motore 6 cilindri in linea, rimessa in sesto alla “Cmasa” di Marina di Pisa.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.11417537:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/05/14/news/strade-chiuse-e-traffico-deviato-1.11417537]]

Numerose le disavventure capitate loro. Bargagna affonda nei ricordi: «Alla punzonatura la nostra auto venne bocciata per un parafango irregolare e fummo costretti a farci modellare da un carrozziere del posto un pezzo che poi adattammo in extremis. Poi, dovemmo cambiare anche le gomme e andammo per questo direttamente alla Pirelli a Milano». Per l’equipaggio Barsotti-Bargagna, però, la corsa non fu particolarmente lunga. «Sul ponte dell’Adige prima di Rovigo – ricorda sempre Ranieri – il motore della Bmw si fuse. Era una macchina che consumava parecchio olio e avrebbe dovuto avere un serbatoio supplementare per poter affrontare un viaggio così lungo e impegnativo».

È passata una vita da quei giorni, ma le emozioni del passato sono ora a Cascina, dietro l’angolo, pronte per essere rivissute. E Ranieri non vede l’ora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web