Trasporti
Ranieri, custode cascinese della Mille Miglia
Bargagna, oggi novantaduenne, partecipò all’edizione del 1947, la prima del dopoguerra
CASCINA. Passa la leggendaria Mille Miglia, che Enzo Ferrari definì “la corsa più bella del mondo”. Transita dalla provincia di Pisa e si ferma a Cascina, dove gli appassionati di auto storiche sono pronti a compiere un bel salto all’indietro. Un cascinese in particolare non vede l’ora di arrivare a sabato: si chiama Ranieri Bargagna e ha 92 anni. L’altro giorno il sindaco di Cascina Alessio Antonelli, grande appassionato di motori e ferrarista nel sangue, l’ha ricevuto in municipio. Insieme hanno aperto l’enciclopedia della competizione della Freccia Rossa. E chi è possibile trovare tra i partenti dell’edizione del 1947, la prima del dopoguerra?
Proprio lui, Ranieri Bargagna, motorista stimatissimo in tempo di guerra e autista di camion («Nella mia vita – ci ha detto – ho finito ben cinque camion in giro per l’Italia»). Ranieri era in gara con il suo cognato Lando Barsotti e avevano il numero 123. Erano in ottima compagnia: Nuvolari aveva il 119, Taruffi il 101 e Villoresi il 145. La loro vettura era addirittura un residuato bellico abbandonato dall’esercito tedesco, una Bmw 2000 con motore 6 cilindri in linea, rimessa in sesto alla “Cmasa” di Marina di Pisa.
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Numerose le disavventure capitate loro. Bargagna affonda nei ricordi: «Alla punzonatura la nostra auto venne bocciata per un parafango irregolare e fummo costretti a farci modellare da un carrozziere del posto un pezzo che poi adattammo in extremis. Poi, dovemmo cambiare anche le gomme e andammo per questo direttamente alla Pirelli a Milano». Per l’equipaggio Barsotti-Bargagna, però, la corsa non fu particolarmente lunga. «Sul ponte dell’Adige prima di Rovigo – ricorda sempre Ranieri – il motore della Bmw si fuse. Era una macchina che consumava parecchio olio e avrebbe dovuto avere un serbatoio supplementare per poter affrontare un viaggio così lungo e impegnativo».
È passata una vita da quei giorni, ma le emozioni del passato sono ora a Cascina, dietro l’angolo, pronte per essere rivissute. E Ranieri non vede l’ora.
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