Attenzione
L’Itc Cattaneo rischia di esplodere: le aule non possono bastare
La soluzione ci sarebbe ed è quella del Conservatorio di Santa Chiara, ma manca la scala di sicurezza promessa
SAN MINIATO. Per mesi il dirigente scolastico dell’Itc Cattaneo Alessandro Frosini ha aspettato con pazienza, senza far mistero di un po’ di preoccupazione ma comunque sempre con fiducia. Adesso, però, pur con tutta la buona volontà e la consueta disponibilità ad arrangiarsi, il problema dello spazio rischia veramente di esplodere. Tanto che stavolta il preside ha deciso di recapitare a giorni una lettera al presidente della Provincia Marco Filippeschi.
Perché le aule, ormai, non bastano più. E la cosa incredibile, quella che suona un po’ come una beffa, è che la soluzione in realtà ci sarebbe. È quella individuata nei locali del vicino Conservatorio di Santa Chiara (lasciati liberi dall’ex liceo Carducci), che già da quest’anno la Provincia ha messo a disposizione del Cattaneo: in tutto 10 aule in più, di cui l’Itc, però, può utilizzarne solo 5. Le stanze al primo piano, infatti, restano interdette dalla mancanza di una scala esterna di sicurezza che era stata promessa, finora non realizzata, e che molto difficilmente potrà arrivare prima di settembre.
«Non è per creare allarme – dice Frosini – ma purtroppo ci troviamo a fare i conti con un problema oggettivo che ci sta mettendo in grossa difficoltà». Per dimostrarlo bastano pochi numeri: appena tre anni fa, la scuola contava 31 classi, salite a 36 quest’anno e destinate, quasi sicuramente, a raggiungere quota 39 dal prossimo settembre. Dagli attuali 830 studenti, in pratica, si passerà a circa 930 ragazzi, con un incremento di 100 unità che da solo copre quasi un sesto dell’aumento registrato sull’intero territorio provinciale. Nella sede del Cattaneo, tuttavia (realizzata solo per due terzi rispetto al progetto originario del noto architetto Giancarlo De Carlo), sono presenti al momento 27 aule, alle quali vanno aggiunte le 5 disponibili al piano terra del Santa Chiara.
«Già oggi – spiega Frosini – con 36 classi distribuite su 32 aule siamo costretti a ricorrere ad una rotazione, sfruttando nei limiti del possibile le ore di laboratorio e di educazione fisica». A questa rotazione c’è poi da aggiungerne un’altra: quella delle classi ospitate nella “succursale” del Santa Chiara: «Abbiamo studiato un sistema per evitare di farci andare sempre le stesse – dice il preside – altrimenti avremmo creato un ghetto».
In una situazione del genere, che dal prossimo anno sarà appesantita da altre 3 classi in più, è evidente come i locali al primo piano del Santa Chiara migliorerebbero di molto la situazione, portando le aule disponibili da 32 a 37 (e limitando così la rotazione solo a due classi). «La mancanza della scala antincendio ci impedisce di usare spazi di cui abbiamo assoluto bisogno – riprende Frosini –. Era stata promessa entro il prossimo anno scolastico, ma è chiaro che ormai mancano i tempi tecnici per costruirla prima di settembre. Per questo ho deciso di scrivere una lettera al presidente della Provincia. Del resto, sono perfettamente consapevole di inserirmi in una fase storica complicata, non solo per la carenza di risorse quanto per la trasformazione che sta investendo le Provincie, che ancora restano gli enti competenti per l’edilizia scolastica».
Un appello, insomma, a riportare un po’ d’attenzione su una scuola che negli ultimi anni ha registrato numeri importanti, e che dovrà essere messa nelle condizioni di vivere senza incertezze. «La scuola ha ancora margini di crescita – conclude Frosini –. È ragionevole pensare ad un assestamento fra i 950 e i 1.000 studenti».
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