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Pontedera

 

Il via libera al distributore fa scoppiare una guerra legale

Il via libera al distributore fa scoppiare una guerra legale

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato la stazione di servizio potrebbe aprire entro pochi mesi

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PONSACCO. Il fuoco incrociato delle querele e dei ricorsi al Tar e al consiglio di Stato accompagna la realizzazione di un distributore di benzina, in fase di ultimazione lungo la strada provinciale delle Colline per Legoli di fronte a vigneti e alla monumentale villa Riccardi Toscanelli.

La società Esedra, che realizza l’impianto, ha strappato un altro risultato positivo rispetto ai ricorsi presentati dalla proprietà della Tenuta La Cava, azienda confinante con quella del distributore. Come è noto, le autorizzazioni rilasciate ad Esedra dopo tante indecisioni da parte del Suap dell’Unione dei Comuni della Valdera sono al centro di un ricorso al Tar che ancora deve decidere nel merito. Tuttavia il tribunale amministrativo della Toscana non ha concesso la sospensiva e quindi i lavori sono andati avanti. L’azienda La Cava aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato impugnando la decisione e chiedendo di nuovo lo stop del cantiere.

 Pure il Consiglio di Stato ha sposato la linea del Tar. A dare notizia di questa nuova decisione è lo stesso imprenditore che realizza l’intervento al centro anche di querele penali tra le parti coinvolte. «Un altro risultato positivo per noi – spiega l’amministratore di Esedra – andiamo avanti con i lavori e tra pochi mesi siamo pronti per aprire. Noi abbiamo aspettato a lungo per questa autorizzazione e siamo convinti di avere agito con correttezza». Dall’altra parte Fattorie Toscane (della tenuta La Cava) è certa che l’iter per arrivare al rilascio delle autorizzazioni non sia stato lineare. I ricorsi e gli esposti sostengono che gli accessi del distributore sono vicini a una curva.

Che non è rispettata la distanza per la fermata degli autobus per cui è prevista (almeno 150 metri). Il punto centrale, secondo Fattorie Toscane, sono i dati catastali rappresentati negli atti depositati per le autorizzazioni che «riportano via Maremma posta in altro luogo. Inoltre non sono rappresentati tutti i fabbricati vincolati oltre alla villa, podere il Santo, podere Scopicci, podere Corsi, coperti su cartografie con barriera verde». E altre anomalie che hanno a che fare con la cartografia presa in considerazione. Il contenzioso andrà avanti, siamo solo alle prime puntate.

Sabrina Chiellini

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