Gioco
Il futuro vescovo di San Miniato sarà di nuova nomina
I tempi potrebbero allungarsi. Morelli: «Speriamo di averlo per la beatificazione di Pio Del Corona il 19 settembre»
SAN MINIATO. Tutte le mattine si alza e varca l’ingresso della curia con il medesimo pensiero. Volge la mente a quella lettera che dovrebbe ricevere da un giorno all’altro dal Vaticano. Quella con cui il nunzio pontificio comunica a lui, monsignor Morello Morelli, amministratore diocesano di San Miniato, il nome del nuovo vescovo. Il venticinquesimo della storia, l’erede di monsignor Fausto Tardelli, che dall’8 dicembre scorso si è insediato quale nuovo vescovo di Pistoia.
San Miniato ha trascorso senza vescovo le festività natalizie, la Pasqua e l’inizio delle iniziative di contorno del grande evento in programma il prossimo 19 settembre, quando nel corso di una maxi celebrazione a cui presenzierà il cardinale Amato in rappresentanza di papa Francesco sarà beatificato monsignor Pio Alberto Del Corona, vescovo di San Miniato dal 1897 al 1907 e autore nel 1926 di una guarigione miracolosa su una suora.
«In Vaticano – afferma l’amministratore diocesano Morello Morelli – sanno benissimo della beatificazione di Del Corona del 19 settembre e mi auguro proprio che per quella data San Miniato abbia il suo nuovo vescovo. Anche se la Chiesa ha i suoi tempi, che certamente non sono gli stessi alla realtà frenetica che oggi ci circonda».
Sono passati più di sei mesi da quando monsignor Tardelli ha lasciato San Miniato per insediarsi ufficialmente a Pistoia. Possono essere tanti ma anche pochi. Dipende. Vale la pena, a questo proposito, di dare un’occhiata ai tempi trascorsi tra un vescovo e l'altro a partire dall’inizio del Novecento. Monsignor Del Corona, ad esempio, terminò il suo episcopato l'8 agosto 1907 e fino al 21 dicembre 1908 la diocesi fu amministrata dal cardinale Maffi. Monsignor Carlo Falcini gli successe quindi 16 mesi dopo, cessando l'episcopato il 31 gennaio 1928. Monsignor Ugo Giubbi gli successe il 18 dicembre 1928 (11 mesi dopo). Poi, morì il 23 settembre 1946 e monsignor Felice Beccaro prese possesso della diocesi il 19 marzo 1947 (5 mesi dopo). Beccaro terminò l'episcopato nell'ottobre 1969, anche se la diocesi aveva già due amministratori apostolici in sede plena dal 1965, ovvero monsignor Antonio Giuseppe Angioni (30 maggio 1967-9 agosto 1968) e monsignor Marino Bergonzini (9 agosto 1968-dicembre 1969). A quest'ultimo successe monsignor Paolo Ghizzoni (dicembre 1969-11 giugno 1986), dopo il quale, a seguito della morte, arrivò monsignor Edoardo Ricci il 7 giugno 1987 (12 mesi dopo). Ricci rimase poi alla guida della diocesi fino all'ingresso di Tardelli, il 30 maggio 2004, anche se presentò dimissioni al compimento dei 75 anni, ovvero nell'aprile del 2003.
Nessuno, in diocesi, sa azzardare un’ipotesi sul successore di Tardelli. Il Vaticano, soprattutto con papa Francesco, ha abituato a sorprese ed è per questo che a San Miniato si fanno pochi pronostici. L’unica cosa certa sembra essere il fatto che il nuovo vescovo sarà di nuova nomina, cioè non sarà un vescovo trasferito da altre realtà.
«Nella lettera riservata che mi arriverà con il nome del nuovo vescovo – spiega monsignor Morelli – ci saranno anche riportati il giorno e l’ora in cui potrò annunciarlo pubblicamente. Se si tratterà di una nuova nomina, passeranno altri due mesi circa per l’ordinazione, prima di arrivare all’insediamento ufficiale».
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