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Contraffazione: falsi in pelle, sequestro di beni per 500mila euro
La Guardia di finanza di Firenze sta eseguendo un'operazione nell'ambito di un'inchiesta su un'associazione a delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di accessori in pelle contraffatti. Coinvolta anche la provincia di Pisa
FIRENZE. La guardia di Finanza di Firenze sta eseguendo sequestri di beni per 500 mila euro nell'ambito di un'inchiesta su un'associazione a delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di accessori in pelle contraffatti. Secondo quanto ipotizzato dalle fiamme gialle, dell'associazione fanno parte almeno 13 persone: 10 cinesi, due senegalesi e un italiano. L'indagine è coordinata dalla Dda di Firenze. Il blitz in corso riguarda le province di Firenze, Roma, Teramo e Pisa.
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Sono nove le persone arrestate dalla guardia di Finanza di Firenze nell'inchiesta sull' associazione a delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di accessori in pelle, come borse, portafogli e cinture, con griffe contraffatte: falsi Hermes, Prada, Miu Miu e Gucci. Le materie prime erano importate dalla Cina. Fra queste anche alcune pelli di specie protette: in particolare pitone reticolato.
L'organizzazione era gestita da una famiglia cinese che, dopo aver importato le materie prime - pellame, etichette e componenti vari - le assemblava in laboratori nel Fiorentino: Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Gli articoli contraffatti venivano poi venduti non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei. Gli arrestati sono tutti cinesi: due sono in carcere, sette ai domiciliari. Per quattro persone il gip ha disposto l'obbligo di firma: fra queste un'italiana, proprietaria di alcuni negozi nel Lazio, dove vendeva la merce contraffatta. I prezzi 'al consumatore' variavano dai 10 ai 1.200 euro. Quattro persone sono state denunciate.
Il profitto illecito dell'organizzazione, stimato dalle fiamme gialle, di 300 mila euro. Nel corso delle indagini, coordinate dal pm della Dda di Firenze Tommaso Coletta, sono stati sequestrati, tra l'altro, oltre 26 mila accessori contraffatti, i laboratori di pelletteria, macchinari e 13 conti correnti. Fra gli spunti di indagine, i redditi ufficiali degli indagati - dai 400 ai 1.200 euro al mese - che risultavano sproporzionati rispetto al patrimonio sequestrato.
"La piaga della contraffazione - ha commentato il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo - ha risvolti di grande danno sai per l'economia legale, sia per le case detentrici del marchio, sia in funzione della riduzione dell'occupazione e dell'evasione fiscale. Il danno per la collettivit enorme".
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