La protesta
Addormentano i cani e rubano in casa in pieno giorno
La denuncia di una cittadina di via Pascoli a Pontedera: "Quando sono rientrata era tutto a soqquadro e gli animali chiusi in cucina"
PONTEDERA. In pieno giorno, di pomeriggio i ladri hanno colpito in una palazzina di via Pascoli, a due passi dall’ingresso dell’ospedale Lotti. L’ingresso della villetta a due piani, circondata dal giardino, è controllato dalle telecamere. I ladri sono così passati dal retro evitando di farsi immortalare. Con calma hanno superato una siepe, hanno forzato una finestra e sono entrati nell’edificio. Per non avere problemi hanno chiuso in cucina i tre cani di proprietà di Monica Galli, 55enne, residente nella casa che è stata svaligiata dai malviventi.
«Quando sono tornata a casa, domenica sera, ho trovato tutto a soqquadro – racconta – ma soprattutto mi sono meravigliata della reazione dei miei cani. Non abbaiavano, stavano dormendo. Li avevano chiusi dentro e forse anche addormentati. Per fortuna non li hanno feriti o picchiati». La donna, quando si è resa conto di quello che era successo, ha chiamato i carabinieri della compagnia di Pontedera, peraltro impegnati in altri sopralluoghi di furto. Come quello che ha messo in ginocchio il dormitorio e il centro di ascolto della Caritas a Ponsacco dove per poco più di 50 euro i ladri si sono lasciati andare a vandalismi pesanti che hanno costretto l’associazione a chiudere il centro per pochi giorni.
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«La mia vicina di casa – racconta Galli – mi ha detto che alle quattro del pomeriggio i cani hanno cominciato ad abbaiare in maniera strana, insistente. Poi il silenzio. Probabilmente quando li avevano chiusi in cucina». Una volta che sono entrati nella palazzina, i malviventi hanno cercato dappertutto, sia al piano terreno, nella stanza da pranzo e in un ingresso, che nelle camere. «Non so ancora dire quante cose siano riusciti a prendere – spiega Galli – sicuramente questo è un furto da almeno trentamila euro. Solo a me hanno rubato due anelli con brillante solitario. Uno era un regalo dei 50 anni. Poi hanno preso oggetti dei miei genitori che sono morti». La donna pensa soprattutto a una collezione di monete d’argento antiche che erano di proprietà del padre.
Gli autori del furto hanno preso anche due vecchi telefoni cellulari, non proprio di ultima generazione, ma che erano ricordi dei genitori della donna e che per questo erano rimasti in un cassetto. «E poi non ci sono più anelli e collanine di mia mamma. Una pena. Ho subito già altri furti, almeno sei, tra quando abitavo in via Roma e quando avevano un’attività commerciale. Ma questo è senza dubbio il più grave». La donna ha deciso di rendere pubblica la sua storia anche per fare sapere ai vicini di casa che nella strada dove abitano hanno colpito i ladri. Se qualcuno dovesse vedere persone sospette o sentire rumori insoliti è pregato di chiamare subito le forze di polizia o di cercare di capire se in casa dei vicini ci sono i ladri. La denuncia di furto sarà formalizzata appena Galli avrà una stima più precisa dei danni.
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