Sicurezza
Sanità, il Valdarno si sposti sul mare
Parte la raccolta firme per far confluire S. Miniato, S. Croce Montopoli e Castelfranco di Sotto nell’Area Vasta nord-ovest
MONTOPOLI VALDARNO. Il primo obiettivo è quello di far uscire allo scoperto i quattro Comuni, spingendo le amministrazioni a prendere finalmente una posizione chiara sul riordino delle Asl. Il tutto con l’intento di abbandonare l’area fiorentina per approdare verso quella costiera. Un tema caldo, destinato a far parlare di sé, ma che resta per ora congelato alla ricerca di un equilibrio tutt’altro che semplice. All’origine della questione c’è la riforma varata dalla Regione, che prevede dal primo gennaio 2016 l’accorpamento delle attuali 12 Asl in 3 Aree Vaste: una per l’area nord-ovest (comprendente le attuali Asl di Pisa, Lucca, Massa-Carrara e Livorno), una per la Toscana centrale (Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli) e una per il sud (Arezzo, Siena e Grosseto). Da qui il dilemma per un Valdarno da sempre terra di mezzo, con il comune di San Miniato, da un lato, che propende per seguire le sorti di Empoli lungo la strada verso Firenze, e gli altri comuni (soprattutto Montopoli e Castelfranco) che invece strizzano l’occhio all’Area Nord-Ovest che avrà il suo centro nelle strutture pisane. Un mese fa la questione sarebbe dovuta approdare anche in un consiglio comunale aperto convocato a San Miniato, poi annullato, mentre pochi giorni fa lo stesso tema, portato nel consiglio di Montopoli dal gruppo Progetto Insieme, ha scatenato la bagarre con la maggioranza. Probabilmente se ne riparlerà dopo le regionali, ma per chi sostiene la scelta pisana i tempi rischiano di essere stretti e la questione - dicono - dovrebbe essere messa sul tavolo fin da subito. Nasce da qui l’idea di una petizione, promossa dal partito “Italia Unica” (fondato dall’ex ministro Passera), attraverso i referenti locali della cosiddetta “Porta del Cuoio e della Valdera”: i coordinatori Massimo Tesi, Sonia Boldrini e Daniele Bertini, insieme al portavoce Paolo D’Addario e alla “new entry” Maurizio Lucchesi, assessore al Comune di Santa Maria a Monte. «Il 15 aprile – ricorda D’Addario – avevamo trasmesso ai sindaci un appello affinché prendessero posizione, ma da allora non abbiamo ricevuto risposta. Non vorremmo che alla fine, senza un coinvolgimento dell’opinione pubblica, i cittadini siano messi di fronte al fatto compiuto». Da qui la raccolta firme, che punta a smuovere le amministrazioni e in generale tutti i gruppi politici di zona. «Sono anni che ripeto che l’area naturale per noi è quella pisana – spiega Massimo Tesi –. Questo per ragioni geografiche e funzionali, per l’importanza delle strutture sanitarie, per i rapporti fra i medici e per il gradimento dei pazienti: basta guardare gli indici di fuga, che raggiungono il 60% nel Valdarno e il 75% a Montopoli. Adesso abbiamo un’occasione da non perdere, ma occorre fare alla svelta». «Non lasceremo – aggiunge Boldrini – che altri decidano per noi». «L’obiettivo è raggiungere lo stesso risultato che Santa Maria a Monte conseguì nel ’93 – ricorda Lucchesi – quando l’allora sindaco Marchetti, al momento della nascita dell’Usl 11, decise di far gravitare il nostro comune verso l’area di Pontedera e Pisa».
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