Sicurezza
Nuovi profughi in arrivo in provincia
Valdera civica presenta un'interrograzione urgente al presidente dell'Unione dei Comuni della Valdera. Dubbi sulla gestione dell'accoglienza
PONTEDERA. Nuovi profughi sono in arrivo in provincia di Pisa. Quelli arrivati venerdì 8 sono stati accolti a Cascina, nell’ex casello idraulico a San Benedetto a Settimo, e cinque a Castellina Marittima. Nei giorni precedenti erano arrivati altri undici migranti, destinati sia a San Romano (tra loro cinque minorenni) e a Perignano. Per domenica sono attesi altri arrivi legati agli sbarchi sulle coste italiane, si parla di una ventina di migranti che saranno ospitati a Piaggerta.
Al momento sono 49 i profughi ospitati nell’area pisana, oltre 100 in tutta la provincia di Pisa. Finora l’Unione dei Comuni della Valdera intendono portare avanti il modello di accoglienza diffusa, con pochi nuclei diffusi sul territorio. Una strada che i continui arrivi potrebbero alla fine rendere non più percorribile. L’ipotesi iniziale di trasferire 70 profughi in un albergo dismesso a Santa Croce sull’Arno è naufragata anche se la prefettura di Pisa inizialmente aveva ammesso ai progetti di accoglienza una cooperativa romana. Buona parte di questi migranti sono stati accolti in Valdera e nei piccoli centri del comprensorio del Cuoio. Sono già stati trasferiti a Pontedera (22), Terricciola (5), Peccioli (6), Buti e Capannoli (4), Calcinaia (14), Bientina (15), Casciana Terme Lari (7).
«Ma le misure per garantite la sicurezza e la salute pubblica chi le ha prese?» chiedono i consiglieri Matteo Arcenni, Mattia Cei e Matteo Bagnoli, di Valdera Civica. Finora l’Unione dei Comuni della Valdera mantiene riservata la destinazione dei profughi. Gli abitanti di Legoli, nel comune di Peccioli, dopo avere assistito all’arrivo di una decina di migranti, vinta la diffidenza iniziale, hanno cercato di coinvolgerli nella vita di paese, pur avendo alcune perplessità sulla gestione dell’accoglienza. Un gruppo ristretto di profughi per alcuni giorni ha alloggiato anche all’Hotel Porta Valdera, come sistemazione di emergenza. «Quel tesoretto di circa € 2700 al giorno che dovrebbe andare ai 77 immigrati presenti in Valdera che via ha preso? – chiedono i rappresentanti di Valdera Civica. «La via della cooperativa Arnera che tramite Casa Valdera gestisce il tutto alloggi pasti e non solo. Ora ci chiediamo ma Casa Valdera, che è stata realizzata da un ente pubblico, ma cosa fa l'agenzia immobiliare e su che basi un ente pubblico sceglie senza gara un immobile più che un altro, in particolare oggi che vi sono centinaia di immobili sfitti?». Domande sull’accoglienza su cui anche alcuni sindaci della Valdera hanno voluto saperne di più. E ora hanno presentato un'interrogazione urgente al presidente dell'Unione Valdera. Chiedono se è previsto l’arrivo sul territorio dell’Unione Comunale di profughi e se si, quante unità verranno ospitate nel ns territorio, dove verranno alloggiati e quali misure di sicurezza e di prevenzione della salute sono state adottate. E se ad oggi sono ospitati profughi e se si dove e quali misure di sicurezza e prevenzione della salute sono state adottate.
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