Il dolore
La trattativa sarà spostata a Roma
Il presidente della Regione incontrerà il ministro Guidi L’assessore Simoncini: «Intanto la cassa integrazione»
VOLTERRA. Passare in tempi brevi dalla trattativa territoriale a quella nazionale, in modo da avere più forza contrattuale per guadagnare il tempo necessario a trovare una soluzione alla crisi della Smith. È questo il piano della Regione Toscana rispetto alla vertenza sulla chiusura della fabbrica di Saline di Volterra, che rischia di lasciare senza lavoro 193 persone.
«La Smith ha stabilimenti anche in altre parti d'Italia e la Schlumberger, che la controlla, è una multinazionale – spiega l'assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini –. Credo sia la soluzione più logica per attivare gli ammortizzatori sociali e cercare alternative valide alla crisi attuale». In quest'ottica va letto l'incontro che il presidente della Regione, Enrico Rossi, avrà col ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, martedì prossimo.
Trattativa al Ministero. Una mossa attesa da tutta la Valdicecina, quella di coinvolgere il governo centrale in una vicenda che di locale ha solo il fantasma della perdita del lavoro da parte degli operai. Nella sua pagina Facebook Rossi ha spiegato di aver chiesto a Guidi di attivare un tavolo al ministero «a cui invitare l'azienda, le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali». Cruciale, quindi, la prossima settimana, con l'apertura ufficiale della sede distaccata della presidenza della Regione in palazzo dei Priori, ma soprattutto con l'incontro tra Simoncini e Giuseppe Muzzi, l'ad di Smith che sarà di ritorno da Houston, negli Stati Uniti, con una risposta da parte dell'azienda sulla proposta di fare ricorso ai sette mesi di cassa integrazione ordinaria che ancora restano da sfruttare. «Muzzi è stato subito disponibile per un confronto sulla situazione – dice l'assessore regionale –. Credo che riusciremo a vederci nei primi giorni della prossima settimana per capire se si potranno attivare gli ammortizzatori sociali».
Il ruolo di Eni ed Enel. Ma Simoncini spiega anche che «esiste un piano A in questo momento. Ed è quello di mantenere la produzione di scalpelli per le perforazioni petrolifere a Saline. Gli sforzi saranno orientati inizialmente su questo fronte, perché il mercato del petrolio oscilla e vogliamo capire se ci sono le condizioni per rendere meno precario il futuro della Smith. Se non ci dovessimo riuscire valuteremmo un piano alternativo». In ogni caso, il coinvolgimento di Eni ed Enel, due colossi con piedi ben piantati in Valdicecina, potrebbero rientrare nella partita per salvare i lavoratori della Smith. Infatti, lo stesso Rossi fa sapere di aver parlato nuovamente con gli amministratori delegati di Eni, Claudio Descalzi, e di Enel, Francesco Starace, che si sono impegnati a fornire una loro valutazione nella prossima settimana. L'idea sarebbe quella di comprendere se le due azienda possano avere un interesse nella produzione di scalpelli o nella riconversione della Smith. Una prospettiva allettante e, probabilmente, risolutiva. Ma che al momento resta solo sulla carta, non essendoci ancora niente di concreto.
Problema royalty. Il sindaco Marco Buselli, intanto, dovrebbe recapitare ai candidati alle regionali una lettera con un quesito di non secondaria importanza: «Che intendete fare con i tre milioni di royalty che Solvay paga allo Stato?». Buselli vorrebbe almeno un milione per Saline e la Valdicecina, in modo da dare ossigeno al territorio. Ora si aspettano risposte prima delle elezioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
