Il Tirreno

Pontedera

Vertenza Smith: Persio Flacco gremito per il consiglio comunale aperto

Andreas Quirici
Vertenza Smith: Persio Flacco gremito per il consiglio comunale aperto

Le speranze e la rabbia dei lavoratori. Il sindaco Buselli comincia citando Impastato

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VOLTERRA. Gremito. Il Persio Flacco, per una sera, non ospita la cultura ma l'economia locale. E le preoccupazioni, le speranze e la rabbia dei 193 dipendenti della Smith di Saline con le loro famiglie. Partecipatissimo il consiglio comunale aperto che l'amministrazione comunale di Volterra ha deciso di dedicare  alla crisi economica dell'azienda simbolo del territorio.

Ha cominciato la serata il sindaco Marco Buselli. "Siamo qua per quei bambini che ci hanno salutati con i fazzoletti bianchi durante la manifestazione del 30 aprile. Per poter dire che abbiamo fatto tutto per garantire loro un futuro, perché questa terra non ha intenzione di morire o mollare". Lo ha detto Marco Buselli, sindaco di Volterra, dando il via al consiglio comunale aperto sulla vertenza della Smith, al Teatro Persio Flacco gremito da 500 persone.

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Presenti i sindaci di 14 Comuni (Riparbella, Castellina Marittima, Montescudaio, Guardistallo, Lajatico, Casale Marittimo, Cecina, Volterra, Pisa, Montecatini Valdicecina, Pomarance, Monteverdi Marittimo, Castelnuovo Valdicecina, Casole d'Elsa), oltre all'assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, alle Rsu e a esponenti delle segreterie provinciali dei sindacati.

"Siamo amareggiati - ha detto Buselli - e non permetteremo la distruzione di un'eccellenza come la Smith. Ricordo che da qui sono partiti gli scalpelli per liberare i famosi minatori cileni intrappolati sottoterra nel 2010. Questa è una crisi dell'intero territorio, ma mi sento di dire che nessun esponente delle istituzioni lascerà soli i lavoratori e tutti i cittadini". Il sindaco di Volterra ha, infine, citato Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1978: "Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore".

 

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Subito dopo Marcello Franchi segretario provinciale Fiom Cgil. "A Saline c'è la Ferrari dello scalpello". Così Marcello Franchi, segretario provinciale della Fiom Cgil spiega l'importanza di della Smith nella frazione volterrana. "Non ci possiamo permettere di perdere tra 250mila e 300mila euro al mese per il territorio della Valdicecina. E questo non ce lo possiamo permettere. A volte mi chiedo se abbiamo sbagliato qualcosa. Ma la risposta è no, perché questa azienda ha lavorato a pieno regime fino a poco tempo fa. Ci chiedevano straordinari e produzioni ad alti ritmi. Poi, dopo oscillazioni del petrolio, è arrivata la mazzata. Ma noi non ci piegheremo. E la risposta che i lavoratori e il territorio sta dando, rimanendo tutti uniti mi fa davvero ben sperare". Poi ha aggiunto: "Se ci dovesee essere chiusura da parte dell'azienda ci sarà una risposta forte. Abbiamo fatto un'assemblea in cui abbiamo approvato un documento in cui si dice che faremo un presidio in caso di chiusura. Ma il blocco dell'azienda non si dice. Si fa".

"Avete ridato dignità al lavoro. E io non posso che inchinarmi davanti a voi". Lo ha detto Claudio Garzotto, segretario provinciale Fim Cisl, prendendo la parola durante il consiglio comunale aperto al teatro Persio Flacco. Il segretario Cisl si è davvero inchinato davanti ai lavotatori della Smith. "Abbiamo bisogno di un cambiamento. Ne ha bisogno la provincia di Pisa, la Toscana e l'Italia intera. Il lavoro si crea dando dignità alle persone. La Smith è nostra. Se ne vanno solo chi ha le azioni della Smith. Ma la fabbrica resta qua. Ed è cosa ben diversa da chi specula in borsa senza creare lavoro. Qui c'è bisogno di lavorare, concretamente. E noi siamo in grado di farlo con l'aiuto di tutti. E ringrazio la Regione e le istituzioni, perché c'è bisogno di unità".

Poi prende la parola Andrea Pagni, membro della Rsu della Smith."Ringrazio prima di tutto le persone che ci stanno dando sostegno - ha detto Andrea Pagni  - dai sindaci, alle istituzioni, ai sindacati e ai lavoratori delle altre fabbriche. Cito una per tutte la Continental dove i nostri colleghi stanno facendo una raccolta fondi a favore dei dipendenti di Smith".
Pagni ha ricapitolato la vicenda, partendo dall'incontro con l'ad Giuseppe Muzzi all'Unione industriale pisana. "Muzzi ha detto che voleva seguire un percorso di legge, ma avrebbe chiuso lo stabilimento per la crisi del petrolio e perché lo scalpello triconico è un prodotto che andrà a finire. Una situazione assurda, perché il prezzo del petrolio è sempre oscillato e il prodotto che facciamo noi è oggettivamente fondamentale per l'industria estrattiva. Noi gli abbiamo chiesto di togliere queste pregiudiziali e ripensare agli ammortizzatori sociali. Perché non ci sono motivi per mettere in campo un'azione così dura da parte dell'azienda. Muzzi non ha potuto far altro che prendere tempo, vista la debolezza delle motivazioni con cui ha avviato la crisi".

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Poi ha parlato dei vari passaggi istituzionali, aggiungendo: "Il nostro amministratore delegato ha pianificato la chiusura dell'azienda da tempo, ingannando tutti, dai lavoratori al sindacato alle istituzioni. Poco tempo fa ha sottoscritto con la Regione un accordo di programma per la formazione, prendendo in giro anche il Comune e la Fondazione cassa di risparmio di Volterra. Siamo l'agnello sacrificale sul tavolo degli azionisti. Per far alzare di un dollaro o due il valore delle azioni hanno messo sul piatto il futuro di 193 famiglie. Il capitale umano non esiste più, siamo solo numeri. Questo è da respingere, perché altrimenti una società si disgrega. Si chiude un'azienda sana. Abbiamo professionalità che non si possono disperdere. Io non mi sono mai trovato davanti a una situazione così in 25 anni di Rsu. Ne porto il peso, ma non come l'azienda che rischia di mettere in ginocchio 200 famiglie, ma anche un intero territorio. La lotta della Smith deve essere quella della Valdicecina. Abbiamo trovato un Muzzi determinato, ma noi lotteremo un minuto in più di lui. E se dovesse continuare con questo muro, metteremo in piedi un presidio duro. E se facciamo così schifo a questo amministratore delegato, ci metta in vendita. Faremo valere la nostra dignità e il nostro orgoglio. Non ci arrenderemo, combatteremo, perché i lavoratori della Smith porteranno in fondo la lotta, anche al limite della legalità". A questo punto il teatro Persio Flacco ha tributato una standing ovation con tanto di coro "Gli operai della Smith siamo noi".

"Martedì mattina Enrico Rossi incontrerà il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi per allargare il tavolo sulla Smith coinvolgendo il Governo". Lo ha annunciato l'assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini.
"Questa vertenza è emblematica per la Toscana - ha detto - primo perché ci sono 193 posti di lavoro in bilico. E perché per la Valdicecina questi posti di lavoro rappresentano una tragedia sociale. Dobbiamo evitare l'impoverimento di questo territorio. Noi non stiamo parlando di un'azienda decotta. È una eccellenza mondiale e non ci possiamo permettere di farcela rubare. Ed è per questo che le istituzioni a tutti i livelli sono a lottare per salvare la situazione. All'amminsitratore delegato diremo che non è possibile stare 50 anni su un territorio, sfruttarne le ricchezze e poi, con una lettere dire grazie e arrivederci. Se il motivo è il prezzo del petrolio, serve tempo per verificare se la tendenza è inevitabilmente al ribasso. Ma questa è una realtà che produce scalpelli che non li fanno in altre parti del mondo. E poi, non si chiude se prima non si fanno investimenti. In questo contesto è evidente che si è voluto creare la crisi. Il protocollo d'intesa che abbiamo firmato si basava sul fatto che, a luglio dello scorso anno, abbiamo ritenuto di accompagnare negli investimenti una azienda che meritava il nostro appoggio. Qui c'è qualcosa che non torna e per questo diremo all'azienda di ritirare la lettera di mobilità e di darci il tempo per trovare una soluzione. Poi, se ne vogliono andare facciano pure, ma ci diano il tempo per trovare acquirenti che vogliono stare sul territorio. Rossi si è mosso con Eni, Enel e General Electric. Possibili alternative a questa azienda. Ma per fare questo serve tempo. Non si fa nel periodo di una procedura che non dà spazio alla vita delle persone come in questo caso. All'azienda diremo questo e lavoreremo per far si che la Smith continui a stare a Saline per altri 50 anni. Finché non avremo risolto la vertenza della Smith non ce ne andremo. Da qui passa una grossa fetta di futuro anche della Toscana".

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"L'intervento sel Governo permetterebbe di scavalcare l'oceano". Queste le parole del sindaco di Pisa e presidente della Provincia di Pisa, Marco Filippeschi. "Questa battaglia mi ricorda quelle della Saint Gobain e della Piaggio, quando rischiarono di sparire dai nostri territori. L'unione delle persone riuscì a invertire le sorti e qui respiro la stessa aria. L'unità, la lucidità e la visibilità devono essere gli elementi fondamentali delle nostre azioni, utili a stanare la Smith sui reali motivi di questa crisi. E farle cambiare idea".

 

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