Il Tirreno

Pontedera

la protesta del reparto 2r

Carichi di lavoro eccessivi, il 70% ha aderito all’agitazione

Carichi di lavoro eccessivi, il 70% ha aderito all’agitazione

PONTEDERA. Ha toccato percentuali molto alte lo sciopero indetto all’interno del reparto Due ruote per protestare contro i carichi di lavoro, definiti «eccessivi» dalla Rsu Fiom Cgil che ha indetto...

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PONTEDERA. Ha toccato percentuali molto alte lo sciopero indetto all’interno del reparto Due ruote per protestare contro i carichi di lavoro, definiti «eccessivi» dalla Rsu Fiom Cgil che ha indetto l’agitazione. Gli operai della linea 6 si sono astenuti dal lavoro per mezzora in ciascun turno per tre settimane. Coinvolgendo anche il resto del reparto. «Abbiamo ottenuto anche il 70% di adesione - spiegano i sindacalisti - ma adesso dovremo riflettere su ulteriori modalità di protesta». Lo sciopero, infatti, si è concluso lunedì scorso, ponendo sul tavolo della discussione interna all’azienda un problema che, secondo la Rsu Fiom «è molto sentito tra i lavoratori», visto che «il risparmio di personale sulle linee di montaggio si fa sentire nel corso degli anni». Secondo i sindacalisti, infatti, «carichi di lavoro eccessivi provocano malattie professionali e guai fisici a chi è costretto a turni massacranti e a montare i veicoli con un numero ridotto di uomini e con tempi insostenibili». Da qui è nata la protesta che si è protratta per ben tre settimane, creando non pochi problemi all’organizzazione del lavoro, specie in un momento come quello attuale. In Piaggio, infatti, si sta realizzando il picco produttivo per rispondere alle richieste del mercato delle due ruote, solitamente più ricettivo nei mesi primaverili ed estivi di quanto non accade durante il periodo invernale. E se una linea come la 6 rallenta o si ferma anche per mezzora, le problematiche da risolvere dal punto di vista della catena di montaggio non sono semplici da risolvere. Secondo quanto appreso, questa situazione avrebbe creato anche disaccordo tra le organizzazioni sindacali, togliendo un po’ di forza alla protesta in atto. «Ma il problema resta immutato, visto che l’azienda non vuol sentire ragioni sotto questo aspetto – sottolineano ancora gli uomini Fiom all’interno della Rsu – ed è per questo che stiamo valutando altre forme di lotta». (a.q.)

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