Sicurezza
Il Comune mette in vendita il teatro Bellotti Bon
La giunta ha approvato il piano dei beni da alienare e delle valorizzazioni Conta di ricavare oltre due milioni e duecentomila euro nei prossimi 3 anni
CASCINA. Il Comune, dopo anni di attesa e grandi incertezze per la mancanza di risorse, ha deciso di vendere il Teatro Nuovo, già area Bellotti Bon. Un’idea di cui si parla da almeno un anno e che ora è stata tradotta nero su bianco in una delibera di giunta.
Ovviamente la vendita potrà avvenire solo se ci sarà il parere favorevole della Soprintendenza in quanto si tratta di un immobile dichiarato di interesse culturale. La crisi induce l’amministrazione comunale ad alzare bandiera bianca rispetto all’ipotesi iniziale, quella del 2003, cioè di quanto il Comune decise di acquistare l’edificio da un privato.
Niente ritorno all’antico splendore, almeno per ora. L’alienazione avverrà se sarà attuato il piano, previsto per quest’area, che prevede case e negozi. È un triste destino quello del teatro Bellotti Bon, costruito dal 1874 al 1915 dall'architetto Luigi Bellincioni, e di proprietà del Comune di Cascina dopo l'acquisizione nel 2003 per circa 258.000 euro. Il prezzo di vendita dell’area Bellotti Bon sarà ufficializzato quando saranno effettuate le procedure dei bandi pubblici di alienazione e non è detto che l’operazione possa concretizzarsi
. L’area Bellotti Bon è in vendita insieme ad alcuni terreni, situati nel parco sportivo di Cascina Ovest, a Casciavola in via Amendola, a Cascina in via Carecciole e in via del Barchetto, a Navacchio in via Del Nugolaio, a Cascina in via Fosso Vecchio, a San Frediano a Settimo in via Carlo Alberto Dalla Chiesa e a Sant’Anna in piazza Nilde Jotti. Saranno messi all’asta anche l’ex deposito di carburanti a Titignano e alcuni immobili Erp in gestione Apes .
L’avere inserito l’area Bellotti Bon nell’elenco dei beni di cui il Comune intende disfarsi segna la fine di un’epoca. Quella in cui gli amministratori cascinesi pensavano che la cittadina del mobile potesse avere due teatri distinti e in qualche modo complementari tra loro: la Città del teatro, aperta ai giovani e alle sperimentazioni e il “gioiello” di viale Comaschi, pensato per una programmazione più di tradizione, a disposizione anche delle associazioni culturali. L’acquisto dell’immobile era stato uno degli ultimi atti dell’amministrazione del compianto sindaco Carlo Cacciamano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
