Il Tirreno

Pontedera

Si decide se occupare lo stabilimento

di Andreas Quirici
Si decide se occupare lo stabilimento

Stamani la manifestazione a Pisa dove i sindacati incontrano i dirigenti aziendali, nel pomeriggio un’ assemblea

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SALINE DI VOLTERRA. La mattina all’Unione industriale pisana e il pomeriggio in assemblea. E, a seconda di come andranno i due appuntamenti gli operai della Smith potrebbero già decidere di occupare la fabbrica di Saline di Volterra. Sarà un’altra giornata campale per i dipendenti dell’azienda di scalpelli per perforazioni petrolifere, dopo la manifestazione del 30 aprile e quella del Primo Maggio. Forse la più importante della settimana, operativamente parlando. Anche rispetto all’apertura del tavolo sulla vertenza in Regione di domani (mercoledì 6 maggio) e al consiglio comunale aperto di venerdì (8 maggio).

Valdicecina mobilitata. Il ritrovo sarà alle 7 davanti ai cancelli della Smith a Saline. I 193 fra operai e dipendenti, ma anche istituzioni e sindacalisti partiranno alla volta di Pisa a bordo di due autobus messi a disposizione dal sindacato. Ma le oltre 200 persone partecipanti alla “spedizione” potranno usufruire anche di pullmini dei Comuni di Volterra, Pomarance e Montecatini Valdicecina, oltre a un mezzo “prestato” dalle associazioni di Saline. Un viaggio che ha per obiettivo essere presenti a Pisa durante il primo incontro fra le parti, possibilmente mettendo pressione agli esponenti dell’azienda. A dimostrazione della forte attesa che ruota attorno all’appuntamento all’Unione industriale.

Le mosse di Smith… Già, perché dalla riunione di stamani all’Unione industriale pisana, in cui parteciperanno le Rsu, i segretari provinciali dei sindacati, l’amministratore delegato di Smith, Giuseppe Muzzi, e i rappresentanti di Confindustria, si potranno già capire le intenzioni dell’azienda rispetto alla procedura di messa in mobilità comunicata una settimana fa. Muzzi, in particolare, sarà “l’ospite” (molto) atteso all’appuntamento, perché dovrebbe essere lui ad alzare il velo su una vicenda che, al momento, non sembra avere ampi margini di trattativa. Ma è anche vero che il tempo per trattare c’è, visto che per legge ci sono 45 giorni per trovare un’intesa a livello territoriale ed eventuali altri 30 per discuterne negli uffici del Ministero dello sviluppo economico. Per ora la mossa di Smith è quella della cessazione di attività, in seguito al taglio di personale deciso da Schlumberger, la multinazionale che controlla la stessa Smith.

…E quelle del sindacato. Dall’altra parte ci sono le intenzioni del sindacato di chiedere quanto meno l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Sono sette, infatti, i mesi non ancora utilizzati di cassa integrazione ordinaria che potrebbero rendere meno indolore questo periodo per i 193 operai che rischiano di perdere il posto. Inoltre ci sarebbero due anni di contratto di solidarietà da poter spendere per avere ancora un sostegno economico mensile. E poi c’è la proposta che sarà fatta dagli stessi rappresentanti dei lavoratori a Muzzi: mettere la Smith sul mercato e venderla per cercare o di proseguire la produzione di scalpelli o di riconvertire il sito produttivo.

Venti di occupazione. Difficile ipotizzare cosa emergerà dalle stanze di via Volturno a Pisa, ma ad ogni modo i lavoratori di Smith si riuniranno comunque in assemblea nel pomeriggio all’ex dopolavoro di Saline. Qui saranno decise le strategie da adottare, fatalmente dipendenti da ciò che Muzzi dirà durante l’incontro della mattina. E se la chiusura dovesse essere già evidente esiste già l’intenzione di occupare lo stabilimento, come detto più volte durante le manifestazioni di giovedì 30 aprile e del primo maggio, «in modo da non far uscire neanche un bullone». Semmai, il dubbio è sui tempi di attuazione dell’occupazione, visti gli impegni della Rsu nei prossimi giorni.

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