La protesta
La Popolare di Lajatico va oltre la crisi, utile a +192% in un anno
Il 9 maggio verrà discusso e approvato il bilancio dal Cda. «Nonostante lo stallo abbiamo sostenuto il territorio»
LAJATICO. Un anno buono per la Banca popolare di Lajatico. Positivo. A dispetto della crisi, una delle più profonde, per la nostra economia, degli ultimi decenni. Parlano i numeri, le percentuali di incremento, rispetto all’anno precedente: sono il termometro di una attività che cresce costantemente, che conquista territorio.
E con esso la fiducia dei propri utenti. Un dato su tutti: l’utile netto fatto registrare nel corso dell’ultimo anno, ha sfiorato un incremento del duecento per cento.
Anticipiamo alcuni dati riguardanti l'andamento della Banca di Lajatico nello scorso esercizio.
Una più dettagliata ed esauriente relazione sarà resa dal Consiglio di Amministrazione in occasione dell'assemblea dei soci che si terrà a Lajatico il prossimo 9 maggio.
L’andamento. Nel corso del 2014 la banca ha continuato tenacemente a sostenere il territorio e l'economia locale nella piena consapevolezza che la crisi economico-finanziaria più importante degli ultimi 70 anni non può dirsi ancora superata.
Pur in una situazione di sostanziale recessione e di immobilismo degli investimenti la Banca ha consolidato in maniera omogenea la propria crescita.
I numeri che parlano. I crediti erogati al tessuto economico locale sono cresciuti del 1,3% rispetto ad una media nazionale che fa registrare una riduzione di oltre 1,8%.
La raccolta da clientela - che evidenzia il grado di fiducia dei risparmiatori nei confronti della Banca - è cresciuta del 9,8 per cento.
Il totale dei volumi gestiti dalla Banca a fine anno 1024 ammonta a un miliardo e 573 milioni di euro per un incremento del 6,5 per cento.
Il patrimonio netto raggiunge i 77 milioni di euro e fa registrare una crescita dell’1,2 per cento.
C’è da considerare inoltre che, nell'anno 2014 uno tra i più difficili per la produzione di reddito e nonostante le importanti svalutazioni prudenziali sui crediti, l'utile netto evidenzia un notevole incremento rispetto all'anno precedente: ben 192 per cento in più.
I risultati per gli azionisti. In sede di consiglio di amministrazione, dove si approverà il bilancio consuntivo del 2014, sarà proposta l'erogazione di un dividendo di Euro 0,30 per azione (aumentato di 0,10 rispetto al 2013) che, associato all'ottimo andamento patrimoniale prima commentato, darà ai soci un rendimento complessivo dell'investimento, ritenuto dagli stessi vertici della banca, ma anche dagli economisti, «ampliamente soddisfacente».
Si conferma la forte solidità e stabilità aziendale: il primo livello patrimoniale (Core Tier one) si attesta al 14,30 per cento rispetto al minimo dell'otto per cento, che è quello consigliato da Banca d'Italia.
Il rischio di credito permane a livelli minimi con un rapporto tra sofferenze ed impieghi che ruota intorno al 2,8 per cento.
La geografia di una banca radicata.Le filiali sul territorio sono diciotto, il segnale di una presenza capillare e strategica in un’area che- per la provincia di Pisa - è il perno dell’economia locale .
Notevole anche il numero dei soci che a dicembre del 2014 raggiunge le 6.200 unità. Anche questo dato va letto come un segnale di attaccamento al territorio e alle sue peculiarità.
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