Sicurezza
Castellare, grande festa per il Crocifisso “ritrovato”
SAN GIOVANNI ALLA VENA. La Festa del Castellare ha registrato il pienone. Quest’anno il Comitato Castellare ha pensato a un’iniziativa speciale: dopo oltre 80 anni il crocifisso ligneo è tornato nell’...
SAN GIOVANNI ALLA VENA. La Festa del Castellare ha registrato il pienone. Quest’anno il Comitato Castellare ha pensato a un’iniziativa speciale: dopo oltre 80 anni il crocifisso ligneo è tornato nell’oratorio che sovrasta il paese, dedicato appunto alla Santa Croce e alle anime del Purgatorio.
Ma attenzione, non si tratta del crocifisso originale - dipinto da Enrico di Tedice attorno al 1250 e oggi custodito nella chiesa del paese - bensì di una copia a grandezza naturale, realizzata da Nilo Vannozzi e dal pittore Stefano Ghezzani.
Domenica 26 aprile la copia della Croce, con i pannelli che ne testimoniano lo studio da parte del Ghezzani, è stata portata nella Pieve di San Giovanni per essere collocata presso quella originale.
Lo scoprimento è avvenuto successivamente e qui è restata esposta in chiesa fino a sabato 2, giorno di inizio della Festa di Santa Croce in Castellare, quando è stata finalmente trasportata fino all’oratorio e ivi collocata.
La storia del crocifisso dipinto da Enrico di Tedice è assai tribolata. Collocato per la prima volta nell’Oratorio del Castellare nel 1727 vi rimase fino al 1931, quando a seguito a un tentativo di furto fu consegnato alla Belle Arti e quindi sostituito da una "Ultima Cena", dipinta da Giuliano di Domenico di Giuliano del 1627. Da quel momento però, complice anche il periodo bellico, della preziosa opera di Enrico di Tedice si persero le tracce, finché una volta recuperato fu presto riportato a San Giovanni ma nella pieve, considerato luogo più sicuro. La festa, compresi i fuochi di sabato, ha richiamato centinaia di persone.
«Grazie, è la parola che ci viene spontanea quando invitiamo i nostri collaboratori a passare dalle vostre case per ricordarvi l'avvicinarsi della Festa e chiedervi un contributo – aveva scritto nei giorni scorsi il Comitato Castellare – Quando i nostri avi costruirono nel 1600 il piccolo Oratorio lo dedicarono al S.S. Crocifisso e vi portarono il grande Crocifisso che si trovava in Chiesa. In seguito al tentativo di furto, avvenuto nel 1931, si pensò bene di restaurarlo e di collocarlo nella Pieve, luogo più sicuro». Ecco spiegata l’iniziativa di questi giorni, riuscita grazie alla collaborazione di tanti.
Guido Bini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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