Toscana
Famiglia accusa: sottrazione di cadavere
Dal cimitero di Lorenzana sono sparite le spoglie di un morto. Il nipote ha presentato una denuncia ai carabinieri
CRESPINA LORENZANA. I resti mortali del povero Ferruccio Valeri, morto nel 1960, e sepolto nel cimitero di Lorenzana, non si trovano più. Sono spariti quando la salma è stata estumulata per fare posto ad un altro defunto. È la prima cosa a cui viene da pensare sentendo la storia che racconta il nipote, Carlo Montagnani, di Rosignano, il quale ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e di presentare una denuncia. I reati che si possono ravvisare sono gravi e procedibili d’ufficio: violazione di sepolcro, sottrazione e occultamento di cadavere. Ora bisognerà capire quanta attenzione riceverà da parte della Procura di Pisa una storia che sicuramente va però ad incidere nella sfera degli affetti e della memoria.
«Nel 2008 con mia moglie – racconta Montagnani – siamo andati al cimitero e abbiamo trovato un avviso che informava i parenti dei defunti che sarebbero state effettuate delle riesumazioni di alcune salme. Tra queste c’era anche quella di mio nonno, al quale ero molto legato. Mi ha cresciuto, gli devo molto. Così abbiamo acquistato due cellette-ossario in cui avremmo messo i resti di mio nonno e di mia nonna. Le abbiamo pagate circa 250 euro. Tutto secondo le indicazioni della cooperativa Arca che gestiva il cimitero».
Quando gli operai arrivarono a estumulare la salma del nonno di Montagnani ci furono dei contrattempi. «Ci dissero che non era pronta per questo passaggio – spiega Montagnani – così rimase nel loculo». In questo modo si arriva all’ottobre 2014, cioè pochi mesi fa, quando Montagnani si rese conto che le spoglie mortali del nonno erano scomparse. «Sono stato al cimitero e mi sono accorto che il loculo di mio nonno era occupato da un altro defunto, il compagno della mia cognata. Ho chiesto spiegazioni ma nessuno è stato in grado di darmele». In sostanza, non era stato accertato il grado effettivo di parentela tra il nonno di Montagnani e il compagno della cognata. Risolta la diatriba familiare, è rimasto il vero problema che rappresenta il fulcro della denuncia. «Abbiamo aperto il loculo per vedere se lì dentro erano rimasti i resti di mio nonno. L’ossario che avevo acquistato era vuoto . Gli addetti al cimitero sono caduti dalle nuvole, nessuno sa dire che fine possano avere fatto i resti di mio nonno». Una storia triste. Tra l’altro non è nemmeno la prima volta che capita in un cimitero della provincia. È successo, poco tempo fa, anche a San Benedetto a Settimo di Cascina e anche qui, sia pure dopo l’intervento dei carabinieri, il caso è rimasto senza soluzione e responsabili. Proprio quello che non vorrebbe Montagnani. «Sì, vorrei una spiegazione – aggiunge –. Ho presentato la denuncia ai carabinieri di Rosignano che l’hanno trasmessa ai colleghi di Fauglia». E da qui sarà passata alla Procura. «Mi piacerebbe sapere dove sono i resti di mio nonno e chi sono i responsabili di quello che è successo al cimitero».
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